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Nuovo ponte, completate in 8 mesi tutte le pile. I costruttori: “E’ il cantiere del buon senso” fotogallery

La firma di manager e autorità sull'ultimo elemento di calcestruzzo pronto a salire sulla pila numero 12

Genova. Meno di otto mesi per completare le 18 pile che sorreggeranno il nuovo viadotto sul Polcevera. Con l’ultimo “baggiolo” portato in quota in cima alla pila 12 è stata conclusa oggi questa fase del cantiere del ponte di Genova, costruito dalla joint venture PerGenova tra Salini Impregilo e Fincantieri.

Nuovo ponte, completate tutte le pile

“Temperanza e buon senso”, queste le qualità, “le virtù cardinali” che hanno permesso al cantiere del nuovo ponte di Genova di procedere fino a ora a tempo di record. Lo ha detto l’amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini, presente in cantiere insieme al Commissario Straordinario per il Ponte e sindaco della città di Genova Marco Bucci, al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, al General Manager Corporate and Finance Salini Impregilo Massimo Ferrari e all’Amministratore Delegato Pergenova Nicola Meistro. La firma di tutti è stata impressa sul getto di cemento sul baggiolo pronto per essere collocato in cima alla pila e per sorreggere, presto, il peso di un nuovo impalcato.

L’imprenditore ha ringraziato l’azienda Cossi, “per aver realizzato in pochi mesi queste pile, il 25 giugno scorso siamo partiti con la prima gettata e quello che vedete oggi è la conclusione di un grande lavoro – continua Pietro Salini – fatto dall’unione di persone molto capaci, nell’amministrazione e nell’impresa, persone che sanno realizzare i sogni di tutti”. Il manager prosegue, riferendosi alla velocità con cui il cantiere sta progredendo: “Non si parla più oggi di virtù cardinali, ma ce n’è una che si chiama temperanza, la temperanza è quello che ci fa fare le cose anche quando ci si trova di fronte alle difficoltà, come a dover interpretare leggi e regolamenti, è quello che definiamo il buon senso, e mi sembra che di buon senso a Genova ce ne sia tanto”.

La forma. Le pile, tra parti esposte e sotterranee, sfiorano un’altezza complessiva di 1500 metri, l’equivalente di due grattacieli come il Burj Khalifa. Le loro dimensioni esterne sono costanti (9,50 per 4,00 metri), per garantire uniformità prospettica all’opera e velocità di realizzazione grazie all’utilizzo della stessa tipologia di cassero esterno. La sezione delle pile ha una forma ad ellisse senza angoli netti, permettendo alla luce di scivolare sulla superficie mitigando l’impatto visivo e la presenza nel contesto urbano di questi giganti. Su di essi poggia l’impalcato. Ad oggi sono dieci le campate già issate.

“Questo è un cantiere del buon senso perché tutti hanno dimostrato buon senso e buona volontà, dalle imprese, che ci lavorano ormai da un anno, giorno e notte, 24 ore su 24,  alle istituzioni, che hanno saputo dialogare, trovare accordi, aggirare ostacoli burocratici e trovare la strada per arrivare a questo straordinario risultato”, questo il commento del presidente della Regione e commissario per l’emergenza legata a ponte Morandi Giovanni Toti – Ma è anche il cantiere del buon senso di una città e di un quartiere che hanno saputo reagire con grande collaborazione – continua – nonostante gli innegabili disagi e difficoltà che hanno investito quest’area della città, su cui nei prossimi anni comunque arriveranno investimenti straordinari.

“Questo è un bel momento simbolico, in meno di otto mesi dal 25 giugno giorno della prima gettata abbiamo tutte le pile pronte ed è un messaggio di efficienza non solo per Genova ma per tutta l’Italia”. Così il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera Marco Bucci nel corso del sopralluogo in cantiere per il completamento dell’ultima delle 18 pile. “Qui ho visto non solo la capacità ma anche l’orgoglio di chi ha lavorato di sentirsi parte di un importante progetto – prosegue Bucci – quando l’intelligenza si unisce al cuore e alla passione si crea la giusta sinergia”.