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Nuovo ponte, ancora uno stop per mafia: interdizione alla ditta Nemesis di Reggio Calabria

Secondo caso dall'avvio del cantiere: il 14 maggio nel mirino la Tecnodem coinvolta nella demolizione

Genova. Ancora una volta l’ombra della criminalità organizzata lambisce il cantiere del ponte sul Polcevera a Genova. In seguito agli accertamenti richiesti dalla struttura commissariale alla prefettura di Genova, nell’ambito del protocollo antimafia, è emerso che la prefettura di Reggio Calabria ha emesso un provvedimento di interdizione nei confronti di un’azienda di autotrasporti, la Nemesis di Motta San Giovani, in provincia di Reggio Calabria, che avrebbe dovuto eseguire alcune consegne nel cantiere all’interno del cantiere di ricostruzione del ponte.

Il sub-contratto, rende noto la struttura commissariale, è stato immediatamente risolto e l’azienda in questione non ha mai avuto accesso al cantiere. “Quanto accaduto mette in luce l’utilità e l’efficienza degli attenti controlli svolti, puntualmente eseguiti nei confronti di tutte le aziende che orbitano attorno al cantiere di ricostruzione del viadotto Polcevera”, afferma la struttura commissariale.

È la seconda volta che un’azienda coinvolta nei lavori viene allontanata per sospetti legami di tipo mafioso. Il 14 maggio 2019 la Dia di Genova aveva notificato un’interdittiva antimafia, emessa dal prefetto, nei confronti dell’impresa Tecnodem Srl, unipersonale con sede in Napoli, perché ritenuta permeabile ed esposta al pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso. L’amministratrice e socia unica, Consiglia Marigliano, era consuocera di Ferdinando Varlese, pluripregiudicato di Napoli, condannato in appello nel 1986 per associazione a delinquere.