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Nuovi dazi Usa, le politiche di Trump mettono a rischio anche olio e vino della Liguria

Allarme della Coldiretti: "L'estensione dei dazi sarebbe un duro colpo per le nostre imprese"

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Genova. Per il momento salve, ma non ancora fuori pericolo, le esportazioni negli Stati Uniti di prodotti come l’olio di oliva Dop Riviera Ligure e i vini Doc regionali, grazie all’importante lavoro diplomatico che ha scongiurato, per i prossimi quattro mesi, l’entrata in vigore dei nuovi dazi di Trump. L’export delle grandi eccellenze Made in Liguria rischia di subire la sorte di altri prodotti simbolo dell’Italia, come il parmiggiano reggiano e il grana padano, che nei due mesi successi all’ entrata in vigore dei dazi (18 ottobre 2019) hanno visto dimezzato il loro valore d’esportazione.

Commenta così Coldiretti Liguria l’analisi nazionale divulgata in occasione della nota del dipartimento del Commercio Statunitense, che conferma per l’Italia l’applicazione di tariffe aggiuntive del 25% su circa mezzo miliardo di euro di esportazioni di prodotti agroalimentari nazionali, quali formaggi e salumi, per la disputa nel settore aeronautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus, dopo che il Wto ha autorizzato gli Usa ad applicare un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari delle sanzioni alla Ue. Per il momento sembrano salvi dall’entrata in vigore di nuovi dazi vino, olio e pasta, grazie al lavoro congiunto di Coldiretti con il commissario Ue al commercio Phil Hogan e con il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova.

“Il nostro Paese – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa – si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante l’Airbus sia essenzialmente un progetto franco-tedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna. In Liguria l’estensione dei dazi ad altri comparti agroalimentari sarebbe un duro colpo per quelle imprese che si sono spinte con le esportazioni oltreoceano e hanno permesso all’export negli Stati Uniti di raggiungere il valore economico di circa 10 milioni di euro, nei primi nove mesi del 2019  per il comparto agricolo, silvicoltura e pesca”.

“I vini Doc e l’olio Dop Riviera Ligure, in particolare, sono cresciuti grazie alla notorietà conquistata all’estero per mezzo degli standard qualitativi delle nostre produzioni, e proprio per questo il commercio di tali prodotti  va sostenuto per evitare sia un danno diretto alle imprese sia per gli stessi consumatori americani, per i quali sarebbe più costoso garantirsi cibi di alta qualità importanti per la salute. Inoltre l’Unione Europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari, che è costato al Made in Italy oltre un miliardo in cinque anni ed è ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa. Non possono essere le imprese locali a pagare per tutto questo e non devono più subire le penalizzazioni di dispute geopolitiche che non sono direttamente connesse con la loro attività”, conclude Coldiretti.