Non una di meno, il flash mob a Sanremo contro il sessismo: "Non un passo indietro" - Genova 24
La protesta

Non una di meno, il flash mob a Sanremo contro il sessismo: “Non un passo indietro”

Genova. Da Genova a Sanremo per portare “il grido di rivolta delle donne di tutto il mondo contro la violenza di genere”.

Le attiviste di non una di meno sono andate in ‘trasferta’ nel ponente ligure “perché il festival di Sanremo, con le sue contraddizioni, è lo specchio del paese. Sanremo 2020 è stata presentata come l’edizione delle donne, salvo sottolineare e ribadire che il valore delle donne sta nella bellezza e nella capacità di stare un passo indietro agli uomini – spiegano – un’edizione che ha ospitato il potente monologo di Rula Jebreal, ma anche cantanti che hanno usato l’apologia della violenza sulle donne per vendere i loro dischi”.

Per le attiviste del collettivo “queste contraddizioni dimostrano come nella struttura sessista della società si siano aperte delle crepe attraverso le quali può passare una differente rappresentazione della violenza, del rapporto tra i generi, un differente linguaggio. Da 5 anni, in tutto il mondo è tornato nelle strade un movimento che vede protagoniste le donne e tutte le persone ribelli alla norma eterosessuale. Questo movimento ha aperto le crepe e noi siamo qui per mostrare la sua natura, che è motore di cambiamento: è la lotta, che determina la presa di coscienza, che rende possibili al Festival le parole di Rula Jebreal come l’esibizione gender-fluid di Achille Lauro. La lotta, che spesso non garba ai media, e che determina la rivoluzione della mentalità collettiva e realizza cambiamenti concreti”.

Il prossimo evento in programma sarà lo sciopero femminista dell’8 e 9 marzo. “Scioperiamo perché vogliamo parità salariale e un salario minimo europeo – ricordano in una nota – perché vogliamo un welfare inclusivo e universale che non discrimini, vogliamo più soldi per i Centri Anti Violenza femministi e consultori laici. Perché vogliamo l’abrogazione dei decreti sicurezza, un permesso di soggiorno europeo e la cittadinanza a chi nasce e cresce in.Italia”.

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