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Money transfer riciclava denaro usando dati d’identità di persone ignare

La Guardia di Finanza di Rapallo ha colto in flagranza di reato un operatore che era già stato sospeso dall'Albo

Rapallo. Garantiva l’anonimato ai clienti, tra cui anche persone gravate da precedenti penali relativi a spaccio di sostanze stupefacenti, ma anche soggetti sconosciuti al fisco, la cui posizione è in corso di approfondimento.

Rapallo. Le Fiamme Gialle della Tenenza di Rapallo hanno colto nuovamente in flagranza l’attività di un money transfer che aggirava la normativa antiriciclaggio attraverso tecniche di smurfing (forme di transazioni frazionate), garantendo l’anonimato dei clienti, grazie all’utilizzo di dati relativi all’identità di altre persone, totalmente ignare di tali transazioni.

I militari, nel corso dei controlli istituzionali a contrasto dei traffici illeciti, avevano scoperto un collaudato meccanismo fraudolento, in piedi da tempo, finalizzato a consentire operazioni di trasferimento frazionate superiori ai 999 euro, entro i sette giorni.

Per questo la Guardia di Finanza aveva inoltrato la segnalazione all’organismo di vigilanza preposto, ossia l’Oam (Organismo degli Agenti e Mediatori Finanziari), che emetteva, nei confronti dell’agente, un provvedimento di sospensione dall’Albo per 8 mesi. Nonostante ciò, il titolare del centro, incurante delle prescrizioni imposte, ha continuato a svolgere abusivamente l’attività di money transfer, riuscendo, in pochi giorni, ad effettuare
quasi un centinaio di trasferimenti di denaro.

Colto nuovamente in flagranza dalle Fiamme Gialle di Rapallo, gli veniva sequestrata tutta la strumentazione informatica utilizzata per i trasferimenti di denaro e veniva segnalato alla Procura della Repubblica di Genova, per “abusiva attività di prestatori di pagamento” (reato previsto dall’art. 131-ter del Testo Unico Bancario) e il reato di inosservanza dei provvedimenti adottati dall’Autorità, nonché ad un’ulteriore segnalazione all’Oam per la
cancellazione dall’Albo.