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Metropolitana a San Fruttuoso, l’assessore Campora smentisce il progetto: “Aprirà nel 2022” fotogallery

Le carte parlano di inizio lavori nel 2023 ed entrata in funzione nel 2026, ma Tursi vuole accelerare: "Certi di ottenere le aree in largo anticipo"

Genova. “Il prolungamento verso piazza Martinez e verso via Canepari della metropolitana genovese è arrivato a buon punto ed entro la fine del 2020 saranno affidati i lavori e firmati i contratti per il loro avvio”. Così l’assessore alla mobilità del Comune di Genova, Matteo Campora, ribadisce la previsione sui tempi per portare la linea da Brignole a San Fruttuoso.

Una stima che resta in conflitto col cronoprogramma del progetto definitivo consegnato da Rina e Metropolitana Milanese, svelato stamattina da Genova24, dove si parla espressamente di dicembre 2023 per l’avvio del cantiere. Questo perché, secondo gli autori del documento, l’officina ferroviaria di piazza Giusti, che doveva essere dismessa già nel 2017, “risulterà pienamente in funzione fino alla fine del 2023, con pesanti ripercussioni sulle tempistiche di realizzazione”. Uno scenario che porterebbe all’entrata in esercizio solo nell’estate del 2026.

Ma a Tursi sono convinti di poter accelerare. “La data del 2026 non è un’opzione e l’amministrazione comunale non ha mai deliberato nulla in tal senso – spiega Campora -. Siamo certi di ottenere tutte le aree di cantiere con largo anticipo rispetto ai tempi previsti in origine, avendo lavorato in questi mesi a tal fine con la piena collaborazione di Trenitalia”. Per entrambi i lotti, San Fruttuoso e Rivarolo, “l’apertura dei cantieri è prevista nel 2021. I tempi di realizzazione delle opere consentiranno l’apertura all’esercizio nel 2022 per entrambe le tratte”. Il sindaco Marco Bucci in mattinata si era limitato a commentare: “Non rispondo a queste cose che non mi risultano”.

Dal canto suo, Trenitalia non è stata in grado di confermare che le officine ferroviarie resteranno in funzione fino al 2023, ma fonti interne interpellate da Genova24 hanno fatto sapere che al momento non esiste una data certa per la dismissione e che le attività di manutenzione non potranno essere trasferite finché non sarà potenziato il polo di Savona, dove verranno accentrate quasi tutte le lavorazioni.

L’altra incognita è legata all’acquisizione delle aree di Rfi da parte del Comune di Genova, ancora da completare e vincolata a un protocollo d’intesa biennale firmato a maggio 2019 che sottopone l’operazione a un’adeguata “valorizzazione immobiliare” in grado di rendere sostenibile l’investimento. Campora però esclude che l’obiettivo si possa raggiungere attraverso speculazioni di tipo residenziale o commerciale: “Queste ipotesi – conclude – sono mai state prese in considerazione”.