Marinella di Nervi, dalla devastazione alla rinascita: "Tra un anno pronti a inaugurare" - Genova 24
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Marinella di Nervi, dalla devastazione alla rinascita: “Tra un anno pronti a inaugurare” fotogallery

Messa in sicurezza entro aprile, poi le opere contro le mareggiate. Gli imprenditori puntano a 70 anni di concessione per compensare i danni

Genova. “Ora la vedete così, ma quando siamo entrati c’era pieno di rumenta”, dicono gli operai. L’interno della Marinella di Nervi ora è come uno scheletro svuotato delle viscere. I fasti del passato, entrando nel cantiere della ristrutturazione aperto da una decina di giorni, è appena possibile immaginarseli. Nel salone al livello della passeggiata Anita Garibaldi le tavole in legno nascondono le voragini create dalle mareggiate. “Il muro in pietra che lo reggeva non esiste più, dovremo sostituire proprio le strutture portanti”, commenta l’ingegnera Laura Secchi, responsabile del progetto.

Nel pomeriggio di San Valentino, sotto un sole spiccatamente estivo, sono arrivati in sopralluogo il sindaco Marco Bucci, il govenatore Giovanni Toti, gli assessori Pietro Piciocchi e Ilaria Cavo. E poi il rappresentante del consorzio “Marinella 1934” Igor Mendelevich che non ha dubbi: “Il 12 febbraio 2021, se non abbiamo altri intoppi speciali o burocratici, inauguriamo l’edificio e la parte esterna. Ci siamo chiariti con il sindaco, ho massima fiducia che manterrà le promesse”. Tra un anno, insomma, gli innamorati potranno festeggiare con una bella novità in passeggiata.

Difficile immaginarsi come sarà, vedendo com’è ridotta adesso. Eppure la data è scritta a pennarello anche sul cartello che annuncia i lavori. Già partite le operazioni di messa in sicurezza, che dovrebbero concludersi ad aprile. Subito dopo inizieranno le opere a mare con un riempimento a levante che funzionerà sia da protezione contro le mareggiate sia da struttura per il pontile dove potranno attraccare imbarcazioni da diporto. L’obiettivo degli imprenditori che hanno ottenuto l’immobile in project financing è rispettare il progetto originario: albergo a quattro stelle, ristorante, spa e uno spazio fruibile dal pubblico.

Marinella febbraio 2020

Tra una mareggiata e l’altra, però, i costi sono lievitati di circa 1 milione e mezzo. Soldi anticipati dal consorzio, che in cambio chiederà un prolungamento della concessione. “Ci sono solo due passaggi burocratici da fare – chiarisce Mendelevich – uno di natura tecnica per avere il numero sufficiente di posti coperti nel ristorante, l’altro sarà trovare una compensazione per i danni subiti. L’unica soluzione è un prolungamento della concessione, vediamo come sarà giusto e corretto farlo. Il canone dovuto è di 60mila euro all’anno, il massimo che concede la legge è dimezzarlo. Non voglio dare la sensazione che pretendiamo qualcosa, siamo in armonia con l’amministrazione”.

Facendo un rapido conteggio, significa che per ripagare le spese sostenute servirebbero altri 50 anni e qualcosa in più. In pratica la cordata di imprenditori vorrebbe assicurarsi la gestione della Marinella per 70 anni complessivi. Al momento la durata prevista per la concessione è 20 anni (facendo data dal 2017, quando è stato sottoscritto l’atto di sottomissione). “Siamo in trattativa, loro ancora non chiesto nulla – replica il sindaco Bucci – ma siamo d’accordo sugli ulteriori processi amministrativi che però non andranno a inficiare i lavori. Prima finiamo e prima ci irrobustiamo nei confronti delle mareggiate”.

Marinella febbraio 2020

Sullo sfondo, dice Bucci, c’è sempre la possibilità di restringere la riqualificazione “a un piano solo, ma spero si riesca ad arrivare a due, dipende dagli investitori”. L’intenzione di Mendelevich e soci, invece, è quella di non rinunciare a nulla, anche perché ulteriori modifiche non garantirebbero, secondo loro, la rendita dell’investimento.

“Adesso pensiamo a demolire e ricostruire – spiega l’imprenditore -. È partita la progettazione per tutta la parte ingegneristica che dovrà essere approvata da Comune e Soprintendenza. Non stravolgiamo niente, ma ogni piccolo dettaglio deve avere un’autorizzazione e si definisce deroga. Ma di principio vedo la massima collaborazione da parte di tutti”.

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