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La Locatelli soccombe alla potenza Bologna risultati

Alla fine prevalgono le emiliane, ma le lontre di Carbone si sono dimostrate all’altezza

Esito scontato, andamento tutt’altro, nell’incontro di A2 femminile andato in scena alla Sciorba sabato sera e valido per la 5a giornata di ritorno, fra Locatelli Genova e Bologna. Le felsinee hanno infatti incassato i preventivati tre punti solo al termine di una gara scoppiettante, divertente e piena di colpi di scena, e dopo una sofferenza che le ragazze di Posterivo sicuramente non avevano neppure considerato come opzione a inizio gara.

Ai nastri di partenza due squadre menomate, il Bologna dall’ assenza del proprio portiere titolare, Fiorini (auguri di pronta guarigione), la Locatelli con il capitano Caterina Nucifora al rientro da convalescente dopo una brutta influenza che l’ha costretta a saltare il match di Firenze. Ed allora in acqua partono, inusitatamente, le giocatrici con calotta da 1 a 7 (cosa normale qualche decennio fa), ovvero cinque under 15 e due under 17, che giocano un gran primo tempo, passano in vantaggio con Elena Bissocoli, subiscono la rimonta felsinea con Verducci che si presenta con una doppietta (di cui un gol in superiorità numerica), poi resistono con un onorevole 1 su 3 a uomo in meno (contro zero espulsioni a favore) ad un Rondoni che fa intuire su quali binari la gara debba andare, e pareggiano con un gran tiro di Clelia Donato che perfora la zona M avversaria.

La seconda frazione è qualcosa che sfugge alla logica delle forze messe in campo, una sorta di incantesimo o sortilegio, per cui alle lontre riesce tutto o quasi e al Bologna quasi niente, pur non demeritando del tutto. E così, prima Rossi su rigore, poi ancora Bissocoli sottomisura e Grasso con una parabola splendida fanno volare la Locatelli sul 5-2, a uomo in più alla prima colpevole distrazione delle genovesi viene ancora lasciata libera Verducci di accorciare sul 5-3. La stessa Verducci in questa frazione non ha troppa foruna in altre conclusioni da fuori, alcune stoppate da Avenoso, altre dai difensori o dai pali, ed è così che con altre tre reti in sequenza, di Nucifora dal centro e Donato e Ravenna in superiorità numerica le ragazze di Stefano Carbone volano a +5 (8-3) e solo nel finale della frazione Monaco rende meno pesante il passivo, siglando in superiorità l’8-4 col quale si va al riposo di metà gara.

La terza frazione inizia con un episodio che condizionerà probabilmente l’intero incontro: Eleonora Bianco spiazza la promettente Sesena (subentrata a Guerriero ad inizio tempo) con un siluro da posizione 2, colpisce il palo interno e la palla finisce esattamente di fronte a Clelia Donato che, da posizione di centro, non ha nessuno davanti e viene trattenuta da dietro, è un rigore indiscutibile, ma Rondoni accampa una discrezionalità che un direttore di gara non ha in un frangente simile e non assegna proprio niente, anzi premia Mata Afa nell’azione successiva e Cecilia Grasso viene sanzionata proprio col penalty in una sequenza che fa impallidire anche il ricordo del noto rigore negato all’Inter di Ronaldo con successivo rigore pro Juventus. Verducci trasforma e replica poco dopo, imitata poi da Monaco con una difesa genovese sotto choc che subisce senza reagire il rientro bolognese. Siamo sull’ 8-7 ed il destino delle liguri sembra segnato, ma questo punto un clamoroso colpo di coda della Locatelli con Clelia Donato nel finale del terzo tempo ed Eleonora Bianco con una sassata ad inizio quarto riporta le coraggiosissime ragazzine genovesi a +3.

Ma Bologna non si arrende e grazie principalmente alla svagata ed inspiegabilmente distratta difesa biancorossoblù, ad una Verducci straordinaria (ancora due volte a rete) ed anche all’imbarazzante ed assai discrezionale Rondoni perviene al pari con una rete di Budassi. Anche la stanchezza di chi ha giocato molto a lungo e la frustrazione di chi vede scivolare via un risultato clamoroso spiegano ciò che accade nel beckettiano finale di partita, veramente da “teatro dell’assurdo” per quanto visto in vasca, quando dopo un rigore da dimenticare fallito da Rossi che poteva riportare sopra la Locatelli, Bologna, complice Rondoni, cammina sulle macerie della generosa compagine genovese e con reti di Monaco e Nicolai in superiorità e Verducci si stacca fino al +3, poi Lele Bianco, l’ultima ad arrendersi, sigla in superiorità l’ 11-13. Pietra tombale sulla partita quando Grasso “perde le gambe” e vanifica la grande occasione di riaprire una partita che l’ha vista comunque protagonista positiva. E allora ancora Bologna imperversa con la quarta rete di Monaco e la ultima doppietta di Verducci che con 10 reti corona una partita scintillante e mette una serissima ipoteca sulla classifica cannonieri di A2.

Ancora rimandato dunque l’appuntamento con la prima vittoria in casa per le ragazzine terribili della Locatelli, mentre prosegue senza ostacoli la marcia verso i playoff del Bologna, in una partita nella quale il pubblico si è sicuramente divertito moltissimo come dimostra il grande applauso tributato alle squadre a fine match, complimenti e buon campionato a tutte.

Commento del tecnico della Locatelli Genova, Stefano Carbone: “Decisamente se mi avessero detto che a meno di due minuti dalla fine avremmo avuto una gran palla per il -1 col Bologna non ci avrei forse neppure creduto, altro che metterci la firma, invece per come è andata la gara ho molti motivi di rammarico. Le ragazze sono state splendide, soprattutto nel primo tempo, giocato con una squadra che superava di poco i 14 anni di età media, poi abbiamo iniziato a difendere male e soprattutto a concedere continue occasioni di andare al tiro a Verducci che avrebbe dovuto essere marcata ben diversamente e da subito. Il secondo tempo è stato miracoloso perché davanti abbiamo giocato con un cinismo da ultratrentenni, ma dietro onestamente abbiamo avuto una bella dose di fortuna, perché le ragazze del Bologna sono andate tante volte vicine alla rete, e spesso proprio con Verducci, che con un poco di precisione in più avrebbe potuto fare comodamente altri 5 o 6 gol, e questo per me, da parte delle mie giocatrici, è inaccettabile. Come è inaccettabile il mancato rigore del possibile 9-4 su Donato, una delle peggiori nefandezze mai viste da me in tutta la mia carriera. Il direttore di gara ha applicato discrezionalità anche in uno dei rari casi in cui non può averla, premesso che la discrezionalità arbitrale è a livello tecnico e non solo, uno dei peggiori cancri del nostro sport. Penso che per arrivare a fare una categoria come la nostra dovrebbe essere necessaria ben altra esperienza, si manca di rispetto a chi tutte le sere si allena, e a volte lo fa anche più di una volta al giorno. Parlo per noi, ma anche per le nostre avversarie, vittime pure loro di decisioni spesso incomprensibili. Ora ci aspetta un periodo duro, non sappiamo neppure quando e se ci sarà la prossima partita, starà a noi a starcene unite, allineate e coperte, come richiede la pallanuoto ai tempi del coronavirus”.