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“Da Benetton scuse ancora non pervenute”, i cittadini di Certosa ‘chiudono’ il caso Toscani

"I familiari delle vittime hanno accettato le scuse del fotografo perchè hanno capito che serve puntare il dito con i veri responsabili di questa situazione"

Genova. “Lo hanno capito molto bene i parenti delle vittime del crollo del ponte, che hanno accettato le sue scuse. Scuse per altro non ancora pervenute da parte di Atlantia e Benetton che pure hanno molto di cui rendere conto ai parenti delle vittime, agli abitanti di questa città, di questa regione e di molte parti di Italia”.

Con questo commento, affidato alla rete, il Comitato Liberi Cittadini di Certosa ‘chiude’ virtualmente il caso Toscani, che in queste ore ha imperversato in tutto il paese, dopo la frase choc del fotografo pronunciata durante la trasmissione radio “Un giorno da Pecora”.

“Tra foto di gruppo,frasi choc, alzate di scudi e fotografi, la verità resta sfocata sullo sfondo – scrivono – Sembra un titolo di Lina Wertmuller, ma è lo story di board di questo film, in cui l’indignazione si scatena verso l’uomo di paglia distogliendo non solo l’attenzione dai comprimari, ma fornendo addirittura un assist al protagonista principale”.

Secondo il comitato, quindi, il polverone sarebbe distante dal dibattito che dovrebbe incentrato sul fatto primordiale, cioè le ragioni e i responsabili del terribile crollo del 14 agosto 2018, e non solo: “Una pessima frase, senza dubbio cinica e riprovevole, ma che è responsabile solo di se stesso [Toscani ndr] e non certo del crollo del Morandi e dello stato disastroso e pericoloso di molte delle nostre infrastrutture”.

Tra le tantissime uscite pubbliche, quindi, secondo il comitato, le uniche che veramente hanno colto il punto sono le scuse dei parenti delle vittime, che hanno accettato le scuse: “Le hanno accettate perchè hanno capito che non serve prendersela con Toscani, ma continuare a puntare il dito verso i veri responsabili, per avere giustizia e per impedire che mai più, la ricerca di grandi profitti con mezzi illeciti e sprezzanti della sicurezza e della vita umana, causi tragedie immani”.

In ultimo la considerazione sull’iniziativa lanciata ieri per un eventuale flash mob, proposto per lunedì prossimo, ma accolto in verità tiepidamente, come dimostrano i commenti dei nostri lettori alla notizia: “Noi come loro non parteciperemo a nessun flash mob inutile e fuorviante, ma saremo al fianco delle famiglie delle vittime del Ponte Morandi in presidio il 14 febbraio e continueremo a chiedere giustizia e riscatto anche per gli abitanti della nostra valle”.