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Corso Sardegna, con riqualificazione dell’ex mercato e filobus spariscono 200 parcheggi

Nell'autosilo previsto dal progetto solo 24 stalli pubblici, giovedì incontro Piciocchi-Ferrante: "Riduzione folle, bisogna trovare una soluzione"

Genova. Nel futuro assetto di corso Sardegna, con l’ex mercato riqualificato e gli assi protetti del trasporto pubblico a centro strada, mancheranno all’incirca 200 parcheggi. È il responso che emerge dal confronto tra la situazione attuale e gli elaborati del progetto definitivo pubblicati negli scorsi giorni dal Comune, mentre all’interno sono già in corso le demolizioni delle strutture fatiscenti per fare spazio al parco e al campo sportivo. Una prospettiva che ha messo in allarme il municipio Bassa Valbisagno, ma anche la giunta di palazzo Tursi. Che adesso potrebbe essere costretta a rivedere anche i piani della mobilità.

In effetti, a intaccare la disponibilità di posti auto nel tratto a sud di corso Sardegna non sarà tanto l’intervento sulla struttura abbandonata dal 2009, quanto le due corsie del filobus, previste esattamente dove oggi c’è una lunga fila di strisce blu con priorità ai residenti. Il progetto, predisposto dagli uffici della mobilità, prevede la creazione di un nuovo viale con doppia fila di alberi ai lati del corridoio riservato ai mezzi pubblici. Ma poi, per recuperare lo spazio perduto sulla carreggiata, la scure si abbatterà anche sugli stalli lato levante, oggi perpendicolari alla strada, domani disposti in parallelo.

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Però nell’ex mercato ortofrutticolo non dovevano sorgere nuovi parcheggi? In verità le carte parlano di un autosilo a due piani nell’ala sud dell’edificio, quella adiacente alla società operaia cattolica Santa Zita. Ma dei 170 stalli previsti solo una minima parte (appena 24, a quanto risulta dal progetto) saranno parcheggi pubblici, mentre tutti gli altri sono indicati come “pertinenziali”, cioè riservati al supermercato ed eventualmente agli altri negozi che si insedieranno nel complesso.

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In pratica i residenti potranno usufruire di una zona ristretta al piano terra (quantificata in 867 metri quadrati su un totale di quasi 5.500). Una parte della copertura verrà poi eliminata per prolungare via Carlo Varese e creare così un nuovo collegamento tra corso Sardegna e piazza Martinez.

Dunque, calcolatrice alla mano: oggi al centro di corso Sardegna, tra via Don Orione e piazza Giusti, ci sono circa 110 parcheggi, in futuro sostituiti dalle corsie gialle. A destra e sinistra si contano 170 posti, che si ridurranno a un’ottantina. In via Varese si perderà un’altra ventina di stalli perché andranno spostati quelli riservati alle merci e ai mezzi Amiu. A compensazione ci saranno 24 parcheggi nel nuovo autosilo. Risultato? Una sforbiciata che sfiora i due terzi rispetto alla disponibilità attuale.

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Criticità che il municipio aveva già fatto presente all’ex assessore Paolo Fanghella e che adesso minacciano di esplodere nel quartiere, proprio quando sembravano risolti tutti gli ostacoli del tormentato progetto. Giovedì mattina l’assessore ai lavori pubblici Pietro Piciocchi incontrerà il presidente Massimo Ferrante per fare il punto insieme ai dirigenti degli uffici tecnici. “Tutto il mondo va in direzione di eliminare l’auto, ma la rivoluzione non si può attuare dall’oggi al domani. Bisogna trovare una soluzione“, spiega l’assessore. “Questa può diventare potenzialmente una bomba a orologeria, il saldo negativo di parcheggi in corso Sardegna andrebbe oltre la follia”, attacca Ferrante.

Ma districare la matassa non sarà semplice. L’assessore Matteo Campora e il mobility manager Enrico Musso appaiono inflessibili: il filobus dovrà avere una sede propria, altrimenti addio potenziamento del trasporto pubblico. A farne le spese potrebbero essere gli alberi che senz’altro abbelliscono la strada ma portano via spazio prezioso per le auto.

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D’altra parte, modificare il progetto dell’ex mercato per aggiungere parcheggi non sembra una strada agevole. Fatta salva l’ipotesi di togliere spazi al verde – scelta che susciterebbe inevitabili proteste – sarebbe difficile anche aumentare la quota di parcheggi pubblici nell’autosilo, visto che il regolamento comunale prevede un minimo di stalli per le nuove superfici di vendita, e in generale l’eliminazione di posti riservati renderebbe meno attrattivi i locali destinati a esercizi di vicinato. Il presidente Ferrante però mantiene l’ottimismo: “Il campo polivalente lo abbiamo ottenuto noi perché all’inizio era previsto solo un prato senza alcun servizio sportivo. Se si modificasse il progetto, insomma, non sarebbe la prima volta”.