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Coronavirus, quattro nuovi casi positivi in Liguria: vengono tutti dall’albergo di Alassio

Toti: "Al momento, dopo un dialogo con il governo, si è deciso di non ampliare ulteriormente le ordinanze di sicurezza"

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Genova. “I casi positivi al test per il Coronavirus sono cresciuti di quattro unità oltre ai due casi di cui abbiamo dato conto ieri, l’uomo di Codogno turista a Pignone, nello spezzino, e la turista lombarda ad Alassio, nel savonese”. Lo ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante il punto stampa del primo pomeriggio di oggi.

Altre quattro persone sono quindi in questo momento ricoverate all’ospedale San Martino di Genova, alcune fra loro hanno sintomi molto lievi, e nelle prossime ore si decideranno le terapie più appropriati e il luogo dove queste terapie saranno effettuate. Tutti i quattro nuovi casi positivi provengono dall’albergo di Alassio dove soggiornava la donna di 74 anni lombarda.

Toti afferma che, dopo aver parlato con il ministro Speranza e con il capo della protezione civile, si è convenuto che le misure prese al momento non hanno bisogno di essere ulteriormente ampliate. La decisione riguarda, naturalmente, anche la città di Alassio che non sarà sottoposta a ulteriori restrizioni.

Per quanto riguarda la possibilità che persone contagiate si presentino nei pronto soccorsi o nei presidi ospedalieri – in maniera contraria alle indicazioni fornite dalle autorità – il presidente della Regione ha spiegato che potrebbero entrare in azione volontari della protezione civile che possano filtrare gli ingressi negli ospedali ed evitare situazioni di rischio proprio nei luoghi dove sono presenti le persone più fragili dal punto di vista della salute.

La protezione civile, insieme alla sanità, sta gestendo in questo momento proprio la situazione degli alberghi di isolati, perché anche se non ci sono casi sintomatici, la situazione di affollamento è tale da non garantire l’appropriatezza dell’isolamento e le dovute precauzioni. Quindi in contatto con Lombardia e Piemonte stiamo con Croce rossa Italiana stiamo organizzando dei trasporti protetti per fare sì che le persone che hanno avuto contatti con gli infettati siano trasferiti nelle loro abitazioni di origine per la quarantena. “Questo perché 147 persone in un albergo rischiano di non sostenere la quarantena in maniera appropriata”, dice Toti. A oggi gli ospiti ricevono pasti e materiale dalla protezione civile.