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Coronavirus, l’ipotesi per la prossima settimana: scuole chiuse solo nelle province colpite

Anche Pd e Linea Condivisa chiedono di "rendere più selettiva la sospensione didattica per alleviare il carico familiare"

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Genova. Anche in Liguria si tiene la conta dei pazienti contagiati da coronavirus, per ora quasi tutti confinati in un albergo di Alassio pieno di turisti lombardi. Ma la vera preoccupazione di tante famiglie, al di là delle varie psicosi, riguarda la chiusura delle scuole valida per ora fino al 1° marzo ma con buona probabilità di estendersi alla prossima settimana.

“Abbiamo concordato col governo che prenderemo decisioni uniformi su regioni uniformi – ha detto oggi Toti in conferenza stampa -. Ci confronteremo con Conte, Borrelli e Speranza per decidere procedure simili. Abbiamo una serie di ipotesi al vaglio degli esperti: una è segmentare le regioni in base alla lontananza delle aree di contagio, l’altra è agire su base provinciale perché è un cluster omogeneo di scuole. Vedremo come evolverà nei prossimi giorni”.

Circoscrivere l’area di chiusura è anche una delle proposte presentate dai gruppi di Pd e Linea Condivisa alla giunta regionale. “Abbiamo chiesto di rendere più selettiva la sospensione didattica per alleviare il carico familiare, che sta diventando eccessivamente pesante, concentrandosi sulle zone focolaio e non su tutto l’ambito regionale”, si legge in una nota. In questo caso, dunque, potrebbe essere esclusa la provincia di Genova che per ora

La decisione, comunque, non sarà del tutto autonoma. “Ci siamo impegnati tutti dopo qualche intemperanza a essere omogenei. Ma cosa faremo con le scuole ancora non lo sappiamo”, ha concluso Toti.