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Coronavirus, l’infettivologo Bassetti: “Può arrivare anche in Liguria, ma abbiamo affrontato di peggio”

Il primario del San Martino: "C'è troppo clamore mediatico, facciamo fatica a lavorare così"

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Genova. “È probabile che prima o poi arriveranno casi in Liguria, visto che c’è un cluster in Lombardia. Ma i cittadini devono stare tranquilli, abbiamo tutti gli strumenti per gestirli al meglio”. Lo dice Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e presidente della Sita (società italiana di terapia anti-infettiva), avvertendo però che “c’è troppo clamore, sarebbe il caso di abbassare i toni in senso generale”.

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Secondo il medico, che ha seguito personalmente gli ultimi cinque casi in osservazione al policlinico (tutti cittadini cinesi rientrati in Italia da meno di una settimana, tutti negativi al test specifico per il morbo), “prima o poi dovremo abituarci alla circolazione del coronavirus. Ma abbiamo affrontato ben di peggio in passato. L’influenza suina H1N1 nel 2009 ha provocato nella sola città di Genova 100 ricoveri in terapia intensiva con oltre 10 morti. Il sistema è perfettamente in grado di gestire queste situazioni”.

Bassetti ha ricordato che il tasso di mortalità del nuovo coronavirus è fermo allo 0,5%: “Un virus così oggettivamente non ci fa paura. Non stiamo parlando della Sars o del coronavirus dei cammelli, rispettivamente 10% e 35%”. E ha lanciato un appello ai mezzi di informazione: “Lavorare sotto pressione continua da parte della stampa e dei cittadini per noi medici non è facile. Fino ad oggi abbiamo fatto tutto benissimo e tutto ha funzionato, ma è chiaro che non possiamo continuare così. Se ogni giorno dovessero arrivare cinque casi o anche più il sistema funziona ma va in difficoltà”.