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Coronavirus, il Nautico San Giorgio prova a “fare scuola” nonostante lo stop tra lezioni su youtube e compiti via chat

Dal dirigente scolastico Paolo Fasce una circolare a docenti e studenti per promuovere smart teaching. Anche perché i giorni persi non saranno recuperati

Genova. Mentre mancano ancora (almeno) quattro giorni al termine della settimana di chiusura delle scuole per la prevenzione del coronavirus in Liguria, sembra ormai sempre più evidente che questo periodo di stop didattico non sarà recuperato alla fine dell’anno scolastico (indicazioni informali del Provveditorato). E se – nel 2020 – si può lavorare, flirtare, persino “andare a messa” via internet, perché non si dovrebbe poter studiare e insegnare?

Questo il ragionamento che ha portato Paolo Fasce, docente e dirigente scolastico dell’istituto Nautico San Giorgio, a Genova, a diramare una circolare agli insegnanti e agli studenti per invitarli a sperimentare forme di smart teaching, e smart learning “ampiamente alla portata di chiunque abbia un calcolatore personale dotato di connessione a internet e di una cuffia/microfono (in quasi tutte le configurazioni è sufficiente quella dello smartphone”, spiega nel documento.

Come? Videolezioni caricate su Youtube, audiolezioni in podcast, classi virtuali attraverso Skype, programmi gratuiti come Moodle o Google Classroom ma anche lezioni vocali attraverso broadcast chat whats’app e utilizzo del registro elettronico, già in dotazione a tutte le scuole, alle sue massime potenzialità. Sono solo alcune delle soluzioni “smart” che Fasce suggerisce ai “suoi” docenti e allievi.

“Ho appena inviato la circolare” – dice – spero che qualcuno la segua”. Afferma il preside, per usare un termine non più burocraticamente corretto ma ancora utilizzato nel gergo comune. “La nostra scuola è all’avanguardia sul tema del digitale in classe, sia per gli strumenti che fisicamente vi sono allocati, sia per i progetti che ruotano attorno alla medesima – ricorda Fasce – penso alle sinergie con Scuola di Robotica, all’ECDL e a Future Labs e pertanto il passaggio dai massimi sistemi alle aule e al lavoro quotidiano sarebbe senz’altro un segnale di osmosi tra i diversi ambiti che attraversano la nostra istituzione scolastica autonoma”.

Ricordiamo che al momento l’ordinanza della Regione Liguria impone lo stop didattico ma le scuole sono aperte e, salvo diverse indicazioni dei singoli dirigenti, il personale non docente è tenuto a recarsi al lavoro. Per quanto riguarda quello docente, in base al contratto nazionale di lavoro, è tenuto a presentarsi a scuola solo nell’accezione limitativa degli impegni calendarizzati (consigli di classe, collegio dei docenti, riunioni di dipartimento).

Chissà se – specialmente se l’allerta Coronavirus dovesse proseguire per oltre una settimana – l’innovativa proposta del dirigente del Nautico non diventerà un qualcosa di obbligato per evitare che i ragazzi e i bambini rischino qualcosa di più che un’infezione virale, di restare indietro con l’apprendimento.