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Coronavirus, anche a Genova è assalto ai supermercati. E c’è chi fa la spesa con la mascherina fotogallery

All'indomani dell'allarme contagio nelle corsie mancano soprattutto alimenti secchi e gel disinfettanti: "Ma gli approvvigionamenti non sono a rischio"

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Genova. Non è la Lombardia, dove i supermercati si sono letteralmente svuotati. Ma anche a Genova e in Liguria l’emergenza coronavirus si è fatta sentire nei punti vendita della media e grande distribuzione. Al lunedì mattina arrivano nuove scorte e le corsie tornano a riempirsi di prodotti, ma gli effetti della spesa da psicosi sono ancora ben visibili: sugli scaffali mancano soprattutto pasta, biscotti, carne, tonno, acqua minerale, surgelati. Insomma, generi di prima necessità.

Ma a spiccare è soprattutto la totale assenza di gel disinfettanti. Tutti esauriti. I clienti ne hanno fatto incetta in poche ore per essere sicuri di lavarsi bene le mani, come raccomandano l’Oms e il ministero della salute. Scorte azzerate anche nelle farmacie insieme alle famigerate mascherine antivirus, e così anche nei centri di vendita all’ingrosso che fanno fatica ad assecondare la domanda.

“Abbiamo registrato una crescita dei volumi di vendita molto significativa rispetto alla normalità – confermano dall’ufficio stampa di Coop Liguria – ma non abbiamo problemi di approvvigionamento, quello che stiamo cercando di fare è centellinare le scorte in modo che tutti i supermercati siano riforniti. Questo fenomeno lo abbiamo apprezzato a livello nazionale, ma soprattutto nel Nord-Ovest”.

“Hanno divorato tutto, è incredibile”, commenta stupefatto un commesso di un supermercato in pieno centro. Spostandoci nei supermercati di quartiere la situazione non cambia di molto. “In effetti c’è stato un aumento degli acquisiti notevole, non sappiamo ancora dire in che percentuale – ci spiegano a Marassi – e la situazione è da monitorare giorno dopo giorno. Ieri era domenica, tutti erano a casa e si sono riversati a fare provviste, nei prossimi giorni è difficile che la scena si ripeta”. Il direttore del negozio ci saluta perché ha fretta di ordinare le nuove scorte: “Sapete, ho solo mezz’ora e abbiamo gli scaffali mezzi vuoti…“.

E poi c’è chi fa la spesa con la mascherina. Qualche volta, però, a ragion veduta. “Ho le difese immunitarie molto basse – ci racconta la signora Gabriella in coda per pagare alla cassa in piazza Piccapietra – io ogni minima cosa la prendo. Per me il rischio è reale. Non ho paura, mi sembra anzi che ci siano allarmismi un po’ esagerati, però sono costretta a ricorrere a questi mezzi di protezione. Ogni anno ci sono influenze più virulente e nessuno lo viene a sapere. C’è molta psicosi”.