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Coronavirus ad Alassio, contagiata al pronto soccorso e dimessa come una “normale” paziente. La Regione smentisce

Qualcosa potrebbe non aver funzionato nella presa in carico da parte dei soccorsi della turista lombarda trovata positiva al morbo, ma il governatore Toti rassicura: "Sentita Asl2, tutto regolare"

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Genova. Qualcosa potrebbe non avere funzionato nel sistema di presa in carico della paziente lombarda di 72 anni oggi risultata positiva al test sul Coronavirus dopo aver soggiornato diversi giorni in un albergo ad Alassio. Secondo alcune testimonianze, tra cui quelle del personale dell’hotel Bel Sit, dove la donna era ospitata, il protocollo attivato dal sistema sanitario avrebbe presentato alcunibugche hanno poi pregiudicato anche la gestione della persona all’interno dell’ospedale di Albenga.

Com’è andata. Prima venerdì e poi di nuovo sabato la 72enne fa chiamare dall’albergo il numero unico d’emergenza perché non si sente bene, è proveniente da un’area a rischio e consapevole di avere avuto contatti con una persona risultata contagiata. Gli operatori del 112 chiedono da quanto tempo si trovasse ad Alassio e lei risponde: “Da 11 giorni” e la chiamata viene passata al 118 e al sistema dell’asl locale. Alla telefonata del venerdì gli operatori suggeriscono di monitorare la situazione, a quella del sabato assicura che sarà inviata un’ambulanza. L’ambulanza viene inviata alle 21.55 con codice “verde infettivo”.

L’ambulanza, Croce Bianca di Alassio, è arrivata all’hotel, hanno raccontato alcuni testimoni, senza che gli operatori sanitari fossero muniti di mascherine o altre protezioni. Di fatto l’anziana è stata solo trasportata al punto di primo soccorso del Santa Maria Misericordia e qui è stata sottoposta a un percorso triage standard. Dettaglio, questo, che era già stato anticipato oggi durante la conferenza stampa della Regione dal presidente Toti.

Cosa significa? Che la donna ha trascorso del tempo in sala d’attesa, con altri pazienti, è stata visitata da medico e infermiera, trasferita in sala raggi e poi di nuovo visitata negli spazi comuni. Dopo gli esami è stata dimessa ed è tornata in albergo in taxi.

Se i fatti fossero confermati ci potremmo trovare di fronte a un errore gestionale – non trattare con estrema cautela il caso di una donna che ha riferito di essere entrata in contatto con contagiati – che potrebbe moltiplicare esponenzialmente il numero di contatti e quindi di ulteriori contagi, un po’ come, purtroppo, avvenuto al pronto soccorso di Codogno con il primo paziente ammalato in Italia.

La Regione Liguria durante il punto stampa di questa sera ha smentito, “sentita la Asl 2 – così ha dichiarato il presidente Giovanni Toti – che l’ambulanza sia arrivata con operatori senza protezioni e che la paziente sia stata in sala d’attesa con gli altri pazienti”. E’ però confermato anche dalla Regione che la donna è stata dimessa dal nosocomio ed è tornata all’hotel in taxi. “Non si è potuto fare diversamente”, ha detto Toti.

Per quanto riguarda la procedura della presa in carico, alcuni chiarimenti arrivano anche da Sergio Caglieris, responsabile della Centrale numero unico 112 Liguria: “La procedura non è portata avanti dal 112, ma semplicemente il 112 e i suoi operatori si sono attenuti al protocollo con il comportamento previsto – ha detto il dirigente sanitario – se un paziente è sintomatico e viene da una zona di rischio lo si gira al 118, se è asintomatico lo si gira alla Asl di competenza, così è stato”.