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Coronavirus, a Genova gli uffici si svuotano: in migliaia al lavoro con lo smart working

Da Siemens a Costa crociere, da Ansaldo energia ad Ericsson. Anche a Tursi 500 comunali lavorano da casa

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Genova. Dai trasporti alle aziende metalmeccaniche, dalle partecipate di Tursi alle telecomunicazioni. L’emergenza coronavirus svuota gli uffici e rilancia lo smart working, dove l’Italia è indietro rispetto al resto d’Europa ma che a Genova era già stato utilizzato dopo il crollo del ponte Morandi coinvolgendo 3 mila dipendenti di una rete sperimentale di aziende pubbliche e private.

Da lunedì, in seguito all’ordinanza della Regione Liguria scattata alla mezzanotte di domenica, nel settore metalmeccanico ad averlo attivato sono le principali aziende hi-tech, Leonardo, Siemens, Liguria Digitale, Ansaldo Energia, Esaote e Ifm Tenova.

La modalità varia da azienda ad azienda: nella maggior parte dei casi i lavoratori possono lavorare da casa connessi ai server aziendali per alcuni giorni alla settimana mentre in altri si recano regolarmente in ufficio. “Si tratta in tutto di circa 1700-1800 dipendenti, i due terzi dei quali avevano già attivato il lavoro agile per alcuni giorni alla settimana” spiega il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro. Fa eccezione Siemens dove l’azienda ha deciso uno smart working ‘hard’, con i dipendenti che lavorano da casa tutta la settimana. Circa 300 i dipendenti coinvolti.

Smart working anche alla Ericsson degli Erzelli dove i dipendenti da lunedì’ mattina lavorano a distanza: la decisione è stata concordata anche per agevolare i lavoratori che si sono ritrovati all’improvviso con i figli a casa per tutta la settimana. “Anche i dipendenti Tim di Genova – spiega il segretario slc Cgil di Genova Fabio Allegretti – lavorano in smart working che con l’emergenza è stata ampliata a tre giorni all’intera settimana, almeno fino a cessata emergenza”.

Anche il Comune di Genova ha deciso di incrementare lo smart working, applicando le stesse modalità dello “smart red”, che si attiva in caso di allerta rossa per il meteo. Attualmente ci sono un centinaio di dipendenti che aderiscono al lavoro agile. Con la modalità adottata per l’emergenza, il Comune permette a 500 dipendenti – il dieci per cento del totale – di lavorare da casa. Anche Iren ha attivato lo smart working e i sindacati stanno chiedendo l’attivazione per i dipendenti di Aster che lavorano negli uffici.