Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Cimice asiatica, il primo convegno ligure per analizzare e combattere il problema

A rischio c'è il raccolto di tutta la prossima stagione

Genova. Si terrà a Lavagna il prossimo 7 febbraio il primo convegno in provincia di Genova, dedicato alla cimice asiatica, l’insetto killer arrivato dall’Asia che ha colpito principalmente gli ortaggi, gli alberi da frutto e i noccioleti, con una perdita di produzione regionale del 46% e un danno stimato di circa 16 milioni di euro, con danni che raggiungono il 60% della produzione nel Tigullio.

Nel corso dell’incontro sarà analizzata la presenza della “cimice marmorata asiatica” sul nostro territorio, le conseguenze sull’annata agraria 2019 e le azioni di contenimento per ridurne la presenza, tra cui quelle biologiche illustrate grazie all’intervento dei docenti specialisti del dipartimento di Entomologia dell’Università degli Studi di Torino.
Interverranno anche il Presidente di Coldiretti Genova Valerio Sala e il Sindaco di Lavagna Gian Alberto Mangiante, Comune che ha collaborato alla realizzazione dell’iniziativa

“Sarà un appuntamento di grande valore per fare il punto sulla diffusione, nella nostra provincia, dell’insetto “rovina raccolti” – affermano il Presidente di Coldiretti Genova Valerio Sala e il Direttore Provinciale Francesco Goffredo – che rappresenta ormai una vera e propria emergenza per il sistema produttivo italiano, dal momento che è capace di colpire oltre 300 specie coltivate e spontanee su tutto il territorio. La lotta alla cimice è molto difficile perché è in grado di nutrirsi praticamente con tutto, invade sempre nuovi territori ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari. Abbiamo quindi deciso di tenere questo primo incontro per fare maggiore chiarezza sulla problematica, cercando di mostrare anche le possibili azioni di contenimento dell’insetto, con un programma coordinato di trattamenti fitosanitari e sperimentazioni su insetti antagonisti oltre a specificare le misure necessarie, a livello nazionale, per la difesa del settore ortofrutticolo Made in Italy con un sistema più rigido di verifica sulle importazioni”.