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Cibo e rifiuti infiammabili, nuove bonifiche nelle case di via Porro e del Campasso 18 mesi dopo il crollo del Morandi

Sono quelle disabitate e non abbattute. Dal quartiere si domandano: "Il materiale pericoloso era presente anche quando è stato utilizzato l'esplosivo per la demolizione?"

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Genova. E’ scattato in queste ore da parte di alcuni addetti di Amiu e di una ditta specializzata incaricata l’intervento di recupero di rifiuti alimentari e deteriorabili e di rifiuti pericolosi e infiammabili nei palazzi di via Porro e di via Del Campasso, gli edifici evacuati dopo il crollo del Morandi, non abbattuti e acquisiti successivamente dal Demanio.

La comunicazione dell’intervento è stata pubblicata qualche giorno fa sul sito della struttura commissariale. L’operazione, iniziata sostanzialmente oggi, 12 febbraio, riguarda i civici di via Porro 5, 6 e 11 e via del Campasso 39 e 41. Proseguirà per circa 30 giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 7e30 alle 14e30.

La notizia ha suscitato qualche preoccupazione tra i residenti degli edifici vicini e perplessità tra i vari comitati che animano il quartiere. “Ma come ora? Per i rifiuti alimentari forse hanno aspettato la scadenza ma per i rifiuti pericolosi e infiammabili? Dopo aver usato la dinamite per far collassare il vecchio Morandi? …con un cantiere attivo e una pila, la 13, che ha preso fuoco a breve distanza da quei palazzi?” si legge sulla pagina Facebook del gruppo “Oltre il ponte c’è”.

In effetti nel quartiere pensavano che la bonifica dei palazzi di via Porro fosse stata ultimata già in passato. Non è così. Quelle case hanno ancora mobili al loro interno. Tuttavia l’intervento coordinato da Amiu e al quale collabora l’azienda Ecologyamo non riguarderà tutto il materiale presente. Gli addetti, in sostanza, recupereranno e smaltiranno nei modi più indicati, oggetti e alimenti lasciati per terra nelle concitate operazioni di trasloco. Non saranno toccati armadi, cassetti e altro anche per motivi di privacy.