Quantcast
Le indagini

Chiuse le indagini per il pestaggio del giornalista Origone: 4 poliziotti accusati di lesioni aggravate

Il collega è rientrato al lavoro a fine gennaio ma il danno alla mano è ormai permanente

origone giornalista ferito

Genova. Il sostituto procuratore Gabriella Dotto ha chiuso le indagini sul pestaggio, avvenuto in piazza Corvetto il 23 maggio scorso, del giornalista di Repubblica Stefano Origone. Origone era stato picchiato da un gruppo di agenti del reparto mobile di Bolzaneto, durante gli scontri di quella giornata mentre stava assistendo all’arresto di un manifestante.

Origone era stato accerchiato e preso a manganellate tanto da frantumargli due dita di una mano finché un funzionario non si era accorto di quello che stava accadendo e aveva letteralmente salvato il collega dalla raffica di manganellate.

Nei giorni successivi, dopo che le indagini affidate alla squadra mobile di Genova avevano consentito di individuare il reparto responsabile del pestaggio, alcuni poliziotti si erano fatti avanti e, accompagnati dai loro avvocati, avevano raccontato alla Procura la loro versione dei fatti.

Sono quattro i poliziotti accusati di lesioni gravi e aggravate dall’uso dell’arma.

Il giornalista, ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale Galliera, aveva avuto in prima battuta 30 giorni di prognosi, poi prolungati nelle successive visite. Una delle due dita della mano sinistra aveva le ossa praticamente polverizzate che sono state sottoposte a due interventi . L’altra ha subito un solo intervento a causa di una frattura multi scomposta. A questo vanno aggiunti i traumi da manganello a testa, corpo fianchi e gambe.

Origone era rientrato al lavoro a fine ottobre ma era stato nuovamente fermato dai sanitari. Ha ripreso definitivamente il suo lavoro solo a fine gennaio, ma la funzionalità piena della mano non la recupererà più.

Per i poliziotti adesso la strada più semplice è quella di chiedere la sospensione del processo attraverso la messa alla prova che prevede un programma di lavori socialmente utili uniti alla cosiddetta riparazione del danno, vale a dire al risarcimento almeno parziale della vittima. Potrebbe essere la stessa amministrazione di cui i poliziotti sono dipendenti ad anticipare il risarcimento, ma con l’obbligo di rivalsa.
In alternativa potranno patteggiare la pena o affrontare il processo.

Fino ad oggi comunque il ministero dell’Interno non si è fatto vivo con la parte offesa per proporre una qualche forma di risarcimento.

A giorni la procura dovrebbe notificare anche la chiusura delle indagini per i 60 manifestanti indagati per gli scontri di quella giornata, scoppiati in occasione del comizio di Casapound in piazza Marsala. I reati in questo caso sono a vario titolo resistenza aggravata, travisamento, lancio di oggetti pericolosi.

leggi anche
Scontro a Corvetto e presidio questura comizio casapount antifascisti
Le indagini
Scontri in piazza Corvetto: chiuse le indagini, 50 antifascisti verso il processo