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Caos autostrade in Liguria, allarme nautica: “Costi stratosferici per i trasporti, siamo in ginocchio”

Confindustria Nautica: "Costretti ad autorizzazioni extra per trasporti eccezionali su tratte lunghe, le vendite si trasformano in perdite"

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Genova. “I gravi disagi che interessano le infrastrutture stradali del Nord Ovest del Paese, tra chiusure, lavori e interdizioni al traffico, stanno mettendo in ginocchio l’industria nautica e le infrastrutture del territorio ligure che ne sono il naturale sbocco al mare”. Lo afferma in una nota Confindustria Nautica nel giorno in cui la ministra De Micheli ha inaugurato il nuovo viadotto Madonna del Monte sull’autostrada A6 Torino-Savona.

“Rimane critica la viabilità fra Piemonte e Lombardia con la Liguria a cause di moltissime chiusure, fra cui quelle dei viadotti Bormida (A26 tra Ovada e Alessandria) e Andona (tra Asti Ovest e Villanova d’Asti, in entrambe le direzioni), quella del tratto compreso tra l’allacciamento con la A10 e lo svincolo per Masone, che non consente l’accesso a Genova Voltri, e quella del casello di Celle Ligure che penalizza i vari a Varazze”, spiegano gli industriali del settore.

Queste ed altre restrizioni “costringono i cantieri nautici ad acquisire autorizzazioni al trasporto eccezionale su tratte molto lunghe, con costi stratosferici che trasformano in perdite le singole vendite di unità da diporto. Si sono verificati anche casi, come quello di Absolute Spa, in cui la sola possibilità di consegnare una nave da diporto a un cliente americano è stata quella di portarla a Trieste, dovendosi poi fare carico del carburante e dell’equipaggio necessario ad effettuare il periplo della Penisola. In altre situazioni l’imbarco per l’esportazione su navi mercantili non è stato possibile”.

“Anche dove autorizzati in deroga, la concentrazione dei i trasporti eccezionali in alcune limitate finestre temporali crea intasamento e difficoltà di deflusso e ancora altri costi. La concentrazione del traffico in arrivo presso le aziende di assemblaggio finale o i porti di varo, infatti, sovraccarica le imprese di straordinari, penali per ritardata consegna, contenziosi con i clienti e risoluzioni dei contratti”.

Un esempio? “Il blocco del traffico sullo snodo A26/A10, nel caso dell’ultimo trasporto di un 68 piedi da Piacenza a Genova, ha inciso con extra costi per oltre 50mila euro (fra cui il rifacimento dei permessi, 1.600€, la variazione percorso, pari a 8mila euro, l’extra pratica d’urgenza 5.900 euro, l’extra nolo della nave da trasporto 35mila euro”.

“Alla criticità della situazione si aggiungono le ispezioni ministeriali, che comportano ulteriori restrizioni al transito di trasporti eccezionali con preavvisi ridottissimi. Pur comprendendo la difficoltà di gestione, Confindustria Nautica richiede al Mit che venga attuata una pianificazione di dette ispezioni, tale da consentire il mantenimento di un canale percorribile sull’asse autostradale verso il porto di Genova”, conclude la nota.