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Autoparco a Cornigliano, Bucci incontra i comitati: spunta un’ipotesi di compromesso

"Sia solo temporaneo e si accelerino i lavori sul quartiere". Ma le Donne di Cornigliano pronte a presentare una copia della diffida anche al prefetto

Genova. Incontro a palazzo Tursi questa mattina tra il sindaco di Genova Marco Bucci e i rappresentanti di una ventina di associazioni di cittadini del quartiere di Cornigliano. Il tema affrontato è stato il progetto dell’autoparco temporaneo che la giunta comunale e quella regionale vorrebbero realizzare in un’area ex Ilva la quale, in base agli accordi di programma per il rilancio del quartiere firmati nel 2005 con la chiusura dell’altoforno, dovrebbe invece ospitare aree verdi e spazi per il pubblico.

Alcune delle associazioni hanno proposto che, come compensazione per i disagi legati all’arrivo di centinaia di tir, il Comune possa accelerare su un altro progetto che riguarda il quartiere ovvero il restyling e la parziale pedonalizzazione di via Cornigliano, anche per rilanciare il tessuto commerciale.

Quindi “sì” all’autoparco sul retro di villa Bombrini, ma solo per il tempo necessario al cantiere del nuovo ponte. E con un’accelerata sui tempi per la riqualificazione di via Cornigliano, già in ritardo sul cronoprogramma iniziale. La strategia andrà però concordata in un’assemblea pubblica che ancora non è stata fissata.

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Difficile che questa soluzione di compromesso possa però essere accettata da alcune delle associazioni, come quella delle “donne di Cornigliano” che hanno diffidato l’amministrazione dal procedere in contrasto con l’accordo del 2005 e con il puc, che invieranno la stessa diffida – domani – al prefetto di Genova e che, contro la realizzazione dell’autoparco, sono pronte a presentare un esposto in procura.

Nel frattempo il sindaco Marco Bucci dovrà incontrare anche il tavolo di lavoro sulla bonifica delle aree ex Ilva, soggetto deputato a dialogare con l’amministrazione sulle tematiche relative alle aree liberate dall’acciaieria.

“In quelle aree purtroppo i tir arriveranno e sembra che non ci siano alternative – spiega al termine della riunione Giampiero Morstabilini, presidente dell’associazione Cornigliano per la città ed ex candidato della Lega non eletto – ma in cambio verrà dato qualcosa a Cornigliano. Il sindaco è disposto a trattare con tutte le associazioni. Qualcuno potrebbe essere favorevole alla soluzione temporanea dell’autoparco se ci saranno adeguate compensazioni, anche se questo termine non andrebbe usato perché questa l’ennesima servitù non sarebbe un bene per il quartiere”.

Al vertice con Bucci erano presenti i rappresentati di 21 diverse associazioni che si stanno organizzando per riunirsi in un consorzio capace di dare maggior peso alle richieste della delegazione. Sintonia che invece non è ancora piena col gruppo di lavoro del municipio Medio Ponente: “Andare avanti di pari passo è difficile”, lamenta Morstabilini.

Tra i partecipanti anche Cristina Pozzi, dell’associazione Per Cornigliano, tra le storiche pasionarie della chiusura dell’altoforno e poi candidata per Forza Italia alle politiche. “Da Corniglianese – dice – sono soddisfatta dell’incontro di oggi, il sindaco ha confermato che l’autoparco sarà una soluzione temporanea di 12 + 12 mesi e che è pronto a firmare un patto scritto su questo punto, inoltre ci ha assicurato che i tir non transiteranno dall’abitato, infine ha dichiarato che chiederà a Mittal di poter avere l’area della ex centrale elettrica per demolirla, bonificarla e realizzare in quel luogo l’autoparco definitivo”.

“Se così sarà, crediamo che questa sia una riprova che Cornigliano e i suoi cittadini, di fatto, si presteranno ancora una volta e con grande senso di responsabilità ad aiutare l’amministrazione ad uscire dall’emergenza risolvendo enormi problemi a tutta la città, ragione per cui Cornigliano dovrà avere molto di più. Ma dovranno decidere i cittadini, perché qui nessuno si può arrogare il diritto di decidere senza una consultazione popolare”, commenta Roberto Di Francesco, presidente dell’Arci Rizzolio.

Sul piatto, secondo parte dei comitati, potrebbe quindi finire il cantiere della nuova via Cornigliano, gravato da un ritardo di quattro mesi che, sul lungo termine, aggiungerebbero altri due anni di lavori spostando la consegna al 2023. “Chiediamo un’accelerazione forte, bisogna che le forze impiegate siano di più perché quelle attuali non bastano – attacca Massimo Oliveri, presidente del Civ Cornigliano -. Ulteriori ritardi porterebbero alla chiusura di negozi anziché all’apertura di nuovi. Io spero ancora che ci sia un’alternativa: mettere un parcheggio di tir dietro una villa storica  va a cozzare con l’interesse di dare un taglio turistico alla città”.

Domani, 18 febbraio, intanto, anche i negozi di Cornigliano spegneranno la luce per mezz’ora, un’iniziativa di tutto il Ponente per denunciare il rischio di desertificazione che sta correndo il piccolo commercio. “La riqualificazione è in ritardo e questo ci preoccupa – spiega Enza Grimaldi, presidente dell’associazione U Mercou de Zena -. Negli ultimi tre mesi abbiamo perso 3-4 mila euro in media. E abbiamo paura che, con l’autoparco a villa Bombrini, peggiori anche la situazione del traffico”.