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Autoparco a Cornigliano, Rixi in pressing: “Trovare un piazzale per 600 tir? Non ci vuole un genio”

Il deputato leghista: "Ok se soluzione provvisoria, ma si decida l'area definitiva". Il Pd contro Bucci e Toti: "Blitz illegittimo"

Genova. Sì all’autoparco accanto a Villa Bombrini, ma nel frattempo “Autorità portuale, Comune e Regione devono decidersi a trovare un’area definitiva da seicento posti per i camionisti. Siccome in questa città siamo riusciti a risolvere criticità incredibili, non mi sembra che ci voglia un genio”. Dopo la bufera su Società per Cornigliano e le dimissioni della presidente Cristina Repetto, a intervenire sulla vicenda del parcheggio per i tir è il deputato Edoardo Rixi, segretario regionale della Lega, a margine della consegna della nave Scarlet Lady in Fincantieri a Sestri Ponente.

“Nel momento in cui c’è un’emergenza, non si possono lasciare 220 camionisti per le strade di Cornigliano e Sampierdarena. Chi protesta sulla soluzione provvisoria, protesterebbe di più se avesse i tir parcheggiati sotto casa”. Quindi via libera alla soluzione di ripiego. Però “sarei contrario a una collocazione definitiva in quell’area, anche perché quel piazzale non risolve certo il problema dell’autotrasporto. Ma, se per un anno, un anno e mezzo ci vanno camion in maniera provvisoria, sono favorevole”.

Nell’area di Villa Bombrini dovrebbero sorgere un velodromo, una palestra e un bike park, ma al momento non si profilano alternative ai camion perché prima bisognerà bonificare la zona. “Cominceremo a lavorare, come tutti sanno, quando la zona non sarà più esondabile. Quando avremo sistemato la sponda destra del Polcevera si potrà partire col progetto definitivo. Ora come ora usufruiamo dell’area. È tutto molto semplice per chi non vuol essere strumentale”, ha ribadito oggi Bucci in risposta alle polemiche.

La paura, però, è che i tre anni possano diventare un tempo più lungo in mancanza di uno spazio definitivo per realizzare l’autoparco. In pole position, ha confermato Bucci, c’è l’area ex Ilva, in particolare quella dove oggi sorge l’ex centrale elettrica. Ma prima bisognerà riscrivere l’accordo di programma. “Solo l’avvio di questo percorso in parallelo può dare la sicurezza che l’autoparco dietro Villa Bombrini sia una soluzione temporanea”, insiste Rixi. “Nel 2020 non avere un autoparco decente nel primo scalo di Italia è uno scandalo. L’autoparco è importante tanto quanto il waterfront di levante: siccome in questa città siamo riusciti a risolvere criticità incredibili, non mi sembra che ci voglia un genio a fare un piazzale per 600 camion”.

“Lì non possono starci né un autoparco, né un parcheggio e neppure un’area di servizio o di sosta. È chiaro che Bucci e Toti stanno compiendo un blitz con evidenti profili di illegittimità, che hanno provocato, recentemente, le dimissioni della presidente di Società per Cornigliano – attacca intanto il Pd genovese in una nota con riferimento al piazzale occupato dai container di Spinelli – La scelta di sistemare l’autoparco dove avrebbe dovuto sorgere un’area per la riqualificazione del quartiere di Cornigliano è un affronto alle legittime aspettative dei cittadini e non risolve i problemi degli autotrasportatori, che sarebbero costretti ad anticipare le spese per l’allestimento per la sua messa in sicurezza dell’area, senza neppure sapere per quanto tempo potranno parcheggiare lì i loro mezzi.

“Tutto questo a fronte di uno spazio già destinato ad autoparco e per il quale l’Autorità portuale ha messo a bilancio 70 milioni di euro, ma attualmente occupato, senza titolo, da un operatore privato” Non si capisce per quale ragione Comune, Regione, Autorità di sistema portuale e Società per Cornigliano non liberino quelle aree per realizzarvi finalmente un parcheggi adeguato alle esigenze dell’autotrasporto”, conclude il Pd.

“È proprio necessario che Genova e i suoi cittadini debbano fare questo enorme favore a un privato, peraltro noto finanziatore della fondazione di Toti? – si chiede Gianni Pastorino di Linea Condivisa – Perché l’adeguamento delle aree, ammesso che sia legittimo, deve avvenire con soldi pubblici? Perché il sindaco si arroga il diritto di passare sopra a tutti, Società per Cornigliano in primis, e minaccia addirittura una modifica del P.U.C. in consiglio comunale, per avvalorare una scelta che non ha alcuna pubblica utilità? Regione e Comune non stanno facendo gli interessi dei cittadini genovesi, ma quelli di un imprenditore che già troppe volte ha imposto le sue regole alla città”.