Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Volpara, rifiuti da camion a camion per fermare i miasmi, ma ai residenti non basta: “Scenderemo in piazza” fotogallery

Le fosse di raccolta saranno chiuse, ma i comitati rimangono scettici: "L'unica soluzione è la dismissione definitiva dell'impianto"

Più informazioni su

Genova. Dalle fosse di stoccaggio a un passaggio diretto da camion a camion. Cambia il modello di gestione dei rifiuti all’interno dell’impianto della Volpara, in Val Bisagno, l’unica stazione di trasferimento della spazzatura indifferenziata a Genova dopo che l’altro centro di raccolta, a Campi, è stato distrutto con il crollo di ponte Morandi.

volpara

La presentazione della nuova modalità operativa da parte del Comune di Genova e della società partecipata Amiu ha visto anche la presenza di alcuni esponenti dei comitati non ancora soddisfatti della soluzione adottata. “Siamo partiti con una sperimentazione del nuovo sistema il 16 dicembre scorso – ha spiegato il sindaco di Genova Marco Bucci – i risultati sono stati positivi e quindi questa metodologia diventerà prassi in attesa dell’obbiettivo dei prossimi anni, la dismissione totale dell’impianto”.

La novità principale, illustrata dall’assessore comunale ai Rifiuti Matteo Campora e dalla direttrice generale di Amiu Tiziana Merlino, prevede l’abolizione delle fosse di accumulo, da cui soprattutto in estate si alzavano miasmi insopportabili per i residenti vicino all’impianto. “Passiamo da uno stazionamento di 48 ore – ha affermato Merlino – a un’ora al massimo, attraverso un sistema di tramogge, imbuti, tra i camion che portano i rifiuti alla Volpara e quelli che li trasferiscono negli impianti fuori città”.

La soluzione non sembra però tranquillizzare i residenti della zona, che da anni convivono con un impianto costruito negli anni 70. L’insoddisfazione parte dalle modalità con cui è stata gestita questa operazione, per la quale i comitati hanno chiesto in più riprese di partecipare attraverso assemblee pubbliche, mai convocate. E il dissenso e la preoccupazione è stata portata direttamente a Tursi, con la presenza di alcuni rappresentati alla conferenza stampa.

L’unica prospettiva accettabile per i cittadini, infatti, è la chiusura definitiva dell’impianto: “Se il sistema funzionerà potremo capirlo solo in estate quando i miasmi si sprigionano maggiormente – ha dichiarato Roberto D’Avolio, presidente del Municipio – inoltre in questi giorni di sperimentazione non ci è sembrato che gli odori siano diminuiti”. A tal proposito da Amiu hanno spiegato che per ora le fosse non sono ancora state sigillate e le operazioni di pulizia potrebbero aver acuito il problema dei miasmi.

“Il nuovo sistema – ha assicurato il presidente dei Amiu Pietro Pongiglione – è solo un primo passo, ma il sito della Volpara ha grandi potenzialità di riorganizzazione”. I comitati Ambiente e Salute Val Bisagno e quello delle Gavette temono che il nuovo sistema rallenterà il processo di dismissione dell’impianto. Durante la conferenza stampa il sindaco Marco Bucci ha garantito loro che entro febbraio si terrà un’assemblea pubblica per illustrare le nuove modalità.

“Non siamo convinti di questa soluzione – ha sottolineato Lara Delpino, consigliera del Municipio IV Media Val Bisagno – perchè l’unica soluzione è la dismissione totale dell’impianto. Continueremo a sostenere i comitati e a chiedere di poter verificare in loco l’avanzamento dei lavori“.

La vecchia fossa di accumulo, ripulita e bonificata, rimane disponibile solo per i casi di emergenza o situazioni straordinarie, ovvero nel caso gli impianti fuori città non siano utilizzabili. “Negli ultimi anni è successo solo una volta”, ha detto il sindaco di Genova.