Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Valle Stura in ginocchio dopo il crollo in A26, galleria chiusa almeno fino all’Epifania

Il sindaco di Rossiglione: "Da soli non possiamo farcela". Il 5 gennaio aperto il bypass di Masone per evitare il giro fino a Ovada

Genova. La galleria Bertè dell’autostrada A26, chiusa in direzione sud dopo il crollo della volta lo scorso 30 dicembre, sarà riaperta dopo l’Epifania, nella migliore delle ipotesi l’8 gennaio. È quanto emerge dopo l’incontro in prefettura coi sindaci della Città metropolitana e un rappresentante della società concessionaria mentre arrivano nuovi preoccupanti dettagli sulla sicurezza degli altri tunnel in A7 e A12.

“Autostrade ci ha detto che, compatibilmente coi lavori che dovranno essere fatti, la previsione migliore è quella del 7-8 gennaio”, riferisce il sindaco di Rossiglione, Katia Piccardo, al termine del vertice. Oltre al prefetto Carmen Perrotta e ai tecnici della Città metropolitana, erano presenti specialmente gli amministratori della valle Stura, il territorio che più di tutti sta soffrendo le conseguenze dell’ultimo crollo.

La novità positiva è che il 5 gennaio dovrebbe essere disponibile il bypass che consentirà di prendere la A26 in direzione Genova dal casello di Masone, visto che oggi chi abita oltre il Turchino è obbligato a raggiungere Ovada per andare verso il mare. L’alternativa è avventurarsi sui tornanti della provinciale 456 ancora costellata di restringimenti per le frane: per questo è partito un appello ad Anas, per accelerare i lavori di ripristino.

La galleria Bertè, lunga quasi un chilometro, si trova subito dopo il casello di Masone. Al momento sono in corso i lavori sulla volta e ulteriori accertamenti sulla stabilità delle strutture vistosamente logorate dalle infiltrazioni d’acqua. Nei prossimi giorni saranno effettuate analisi tecniche che permetteranno di avere maggiori dettagli sulla tempistica dei lavori. Il traffico attualmente scorre nella galleria parallela grazie a uno scambio di carreggiata che provoca inevitabili riduzioni di corsie. A sud del Turchino, poi, ci sono i restringimenti dovuti ai controlli sui viadotti Fado e Pecetti.

Al tavolo non si è parlato espressamente di sicurezza su gallerie e viadotti. Sarà invece l’argomento di un altro incontro, fissato il 16 gennaio, al quale saranno convocati i comuni di Masone, Campo Ligure e Rossiglione. Un entroterra fragile, che soffre anche dal punto di vista economico dopo un autunno di maltempo e alluvioni. “Da soli non possiamo farcela – commenta Piccardo – e per questo abbiamo chiesto uno sforzo maggiore in termini operativi. Le nostre polizie locali stanno facendo tutto il possibile per gestire il traffico, ma non basta”.