Un "museo del viaggiatore" nell'ex Diurno di Principe, la raccolta firme prende il volo - Genova 24
L'idea

Un “museo del viaggiatore” nell’ex Diurno di Principe, la raccolta firme prende il volo fotogallery

Dopo l'esplorazione urbana di qualche mese fa e le foto che hanno fatto il giro dei social ecco la proposta di una struttura che sarebbe unica in Italia

Urbex nel Diurno di piazza Acquaverde

Genova. Un museo del viaggiatore nel sottosuolo della stazione ferroviaria di piazza Principe, negli spazi di quell’Albergo Diurno abbandonati dagli anni Settanta e rimasti intatti, come in un viaggio indietro nel tempo. L’idea, che prevederebbe un recupero culturale della struttura liberty, è stata lanciata da un architetto e fotografo genovese, Jacopo Baccani, attraverso una petizione sulla piattaforma change.org. Questo il link per aderire.

La petizione ha raggiunto un migliaio di firme in poche ore e arriva a qualche settimana dalla pubblicazione, sui social network prima e sui media locali – tra cui per primo proprio Genova24 – di un’esplorazione urbana all’interno del Diurno da parte di Luciano Rosselli e Antonio Travi. Le foto di quella giornata erano circolate in maniera virale riaccendendo l’attenzione (o, per molti, attirandola per la prima volta) nei confronti del Diurno.

E così la petizione di Baccani, in realtà, è un appello al proprietario dell’area, ovvero il gruppo Viziano. Al patron dell’azienda, Davide Viziano, l’architetto chiede “Perché non fare dell’ex-Diurno un “Museo del Viaggiatore”? Il materiale espositivo di fatto è già lì e a seconda del taglio che si vuol dare all’allestimento, le lavorazioni sarebbero contenute. Inoltre, sia per il tema trattato sia per la posizione del luogo, questo spazio (auto)espositivo potrebbe tranquillamente rientrare nelle competenze del Galata Museo del Mare, che già gestisce la vicinissima Commenda”.

Non solo, un museo del genere sarebbe un unicum in Italia, sia per materiale sia per la connessione con una grande stazione ferroviaria ancora operative (eccezion fatta per il Memoriale della Shoah presso il binario 21 di Milano Centrale, ma quello è un caso decisamente particolare). “Si tratta potenzialmente un progetto-pilota -scrive Baccani nella sua lettera-petizione – capace di suscitare l’interessamento di operatori riconducibili a RFI/Italferr, come ad esempio la Fondazione FS, in questi ultimi anni molto attiva nella valorizzazione del patrimonio sia rotabile, attraverso il potenziamento dell’offerta di treni storici o il restauro del “Settebello”, sia edilizio come dimostrano il museo di Pietrarsa, il futuro museo di Trieste – Campo Marzio, o la Squadra Rialzo Milano Centrale periodicamente aperta anche grazie al FAI. E proprio il FAI potrebbe contribuire con la propria esperienza al “Museo del Viaggiatore”, avendo già recuperato il Diurno di Piazza Oberdan a Milano ed essendo proprietario, a Genova, dell’antica barberia “Giacalone”, al cui restauro ha provveduto negli anni Novanta”.

Si citano poi i contatti con altre strutture e realtà che riportano agli anni Venti, dall’Albergo Columbia, alla Wolfsoniana, fino all’attuale mostra a palazzo Ducale. Il tutto cent’anni dopo.

Nella petizione non si finge di non essere a conoscenza del progetto per un parcheggio negli spazi dell’ex Diurno ma “È altresì vero che nella Genova del 2020 c’è numericamente la stessa popolazione del 1926 distribuita sul doppio dell’edificato del 1926, quindi non è più un’impresa così impervia, almeno in linea teorica, individuare volumi in disuso da riconvertire in autosilos, per cui probabilmente anche i 30 posti auto al coperto previsti nell’ex-Diurno potrebbero essere ricollocati in aree limitrofe”, suggerisce Baccani.

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