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Teatro della Gioventù: si lavora al cartellone d’autunno; sabato 18 e 25 gennaio due concerti corali

I progetti di Claudio Orazi, sovrintendente del Teatro Carlo Felice, per rilanciare il Teatro della Gioventù

Genova. Per ora sono solo due date, in attesa di un cartellone 2020-2021 a cui il Teatro Carlo Felice (proprietario della sala dopo la “donazione” da parte di Regione Liguria nel 2016 per aumentare il patrimonio del Teatro) sta lavorando. Il sovrintendente Claudio Orazi sta progettando il rilancio del Teatro della Gioventù, tenendo conto dei limiti del bilancio e delle risorse umane che sono immutate.

Si comincia sabato 18 gennaio (ore 19) e sabato 25 gennaio (ore 17) con due formazioni: il coro di voci bianche e il coro femminile del Teatro Carlo Felice, diretti rispettivamente da Gino Tanasini e da Francesco Aliberti, che offriranno al pubblico un programma coinvolgente, di forte suggestione e di profondo significato sia umano sia sacro, dal titolo Intimo In… canto.

Il coro di voci bianche, accompagnato al pianoforte da Enrico Grillotti, aprirà il concerto con quattro brani che mostrano come tutti i compositori, da quelli rimasti ignoti, ai grandi nomi, fino agli autori di colonne sonore, siano rimasti affascinati dal timbro “bianco” delle voci dei ragazzi: Stella splendens di Anonimo del XIV secolo (brano arricchito dalla presenza di una tromba solista), Se l’aura spira di Frescobaldi, Scarborough Fair (canto tradizionale inglese) e Vois sur ton chemin di Bruno Coulais. Quest’ultimo pezzo è tratto dalla colonna sonora del film Les Choristes, piccolo cult francese del 2004 in cui far parte di un coro salva un ragazzo problematico da un destino difficile, a dimostrazione della funzione sociale dell’esperienza corale.

Il coro femminile è il protagonista della seconda parte del programma, un viaggio tra “brani di epoche differenti – spiega il Maestro Aliberti – all’insegna di una intimità che dischiude passioni latenti”. Al centro è la figura della donna, celebrata in quanto madre per eccellenza in pagine come Donna celeste di Francisco Soto de Langa e Salve Regina di Domenico Scarlatti, immagine di speranza in Du Friedefürst, Herr Jesu Christ di Bach, Veni Domine di Mendelssohn e Agnus Dei e Ave Verum di Fauré, e infine simbolo di delicatezza e pace domestica in Der Gärtner di Brahms e Slava narodu di Rachmaninov.

Prezzi popolari (8 euro, ridotto under 26, 6 euro), intimità di esecuzione, una durata di un’ora-un’ora e un quarto dell’intero spettacolo, rendono la proposta, nei piani del Teatro, ancora più allettante.

Si tratta di repertori di nuova produzione, che anticipano in parte quello che diventerà il Teatro della Gioventù, ma in modo più ampio anche il Carlo Felice stesso: “Inseriremo – annuncia Orazi – appuntamenti artistici originali. Essi comprendono anche le nostre attività istituzionali che si irradieranno in altre sedi. Stiamo dedicando una riflessione su certi repertori della musica contemporanea e commissioni d’opera come richiede il ministero. Il Teatro della Gioventù è la collocazione ideale per proposte di carattere cameristico, per infanzia, ragazzi e giovani“.

Il sovrintendente spiega di aver portato un progetto in consiglio di indirizzo: “Visto che non esiste la buca d’orchestra, i musicisti potrebbero essere posizionati nella vicina sala Barabino e, grazie a una connessione live, si potrebbe completare l’esecuzione sul palcoscenico. In quest’ottica, per esempio, stiamo pensando al Re pastore di Mozart”. Inoltre, ricorda Orazi, il fatto che il Teatro sia anche la sede dell’Associazione Amici di Paganini, è un utile modo per rafforzare la vicinanza con associazioni di questo tipo.

“I due concerti previsti al Teatro della Gioventù – sottolinea Orazi – seguono il concerto di Natale tenutosi al Teatro Modena che aveva riscosso un grande successo di pubblico: queste attività artistiche integrano la stagione ufficiale del Teatro Carlo Felice e hanno la finalità di estendere presso più sedi e nuovi pubblici il linguaggio dell’arte e della musica”. Per esempio Orazi fa sapere che punterà molto sulla musica sacra, cercando di ampliare il raggio d’azione del teatro in nuove sedi e accalappiando nuovo pubblico. L’obiettivo conseguente è di aumentare i partner diffusi sul territorio.