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Striscione contro Minniti e gli accordi con la Libia, archiviati i 5 antagonisti denunciati

La Procura e il Gip: "Nessuna resistenza". Erano stati denunciati dalla Digos per una micro contestazione al ministro dell'Interno

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Genova. Cinque antagonisti genovesi, denunciati dalla Digos per resistenza per aver mostrato uno striscione contro il ministro dell’Interno Marco Minnini, sono stati archiviati dal tribunale di Genova. A chiedere l’archiviazione la stessa procura, con il procuratore aggiunto Francesco Pinto, la cui richiesta è stata accolta dal gip. Per i magistrati genovesi i cinque si erano limitati a una “resistenza passiva” con l’intento di non far rimuovere lo striscione che stavano mostrando per protesta.

Generico 2018

I fatti risalgono al 6 maggio del 2018. L’allora ministro dell’interno Marco Minniti era intervenuto a Genova ad un convegno sulle Migrazioni.
Nessuna protesta organizzata e un ingentissimo dispositivo di polizia nella zona di piazza De Ferrari. Quando però Minniti stava uscendo da palazzo Ducale un gruppo di cinque antagonisti si era avvicinato in piazza De Ferrari reggendo uno striscione contro l’accordo fatto proprio da Minniti con il governo libico per porre fine agli sbarchi: “Accordo Italia Libia, assassinio di Stato” c’era scritto sullo striscione.

La Digos a quel punto si era diretta in forze contro i cinque manifestanti, che semplicemente volevano tenere in vista lo striscione all’uscita del ministro dell’interno. Dopo un po’ di battibecco la polizia era riuscita a togliere lo striscione dalle mani dei manifestanti e lo aveva sequestrato. Sembrava una storia finita lì, ma i cinque erano poi stati denunciati per resistenza. Ora i giudici hanno chiarito che resistenza non fu.