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Sicurezza stradale, il Comune di Genova investe in manutenzioni 7 milioni dei 21 ricavati dalle multe

Sono i dati forniti durante il consiglio comunale. Secondo il Pd nell'ultimo anno le sanzioni hanno subito un'impennata

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Genova. Il Comune di Genova ha utilizzato nel corso del 2019, per la sicurezza stradale, 7 milioni sui 21 totali ricavati dall’attività sanzionatoria relativa al codice della strada. Le cifre sono state fornite oggi durante la seduta del consiglio comunale dall’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino che ha risposto a un’interrogazione del consigliere Pd Alberto Pandolfo.

La questione posta dal consigliere dem era incentrata, non senza qualche polemica su una presunta impennata nel numero delle multe nell’ultimo anno, sull’impiego di quegli stessi soldi per migliorare la situazione delle strade e per risolvere alcuni nodi di viabilità. L’assessore ha respinto al mittente la questione politica e poi ha snocciolato alcune cifre. Intanto si scopre che su 42,9 milioni di euro di sanzioni elevate, 19,6 milioni finiscono nel fondo crediti di dubbia esigibilità, ovvero multe che forse non saranno mai pagate.

Dei restanti 23,3 milioni, al netto di alcune poste (1,9 milioni di spese contravvenzionali, 100 mila euro di convenzione con Aci e 180 mila di spese di riscossione), restano a disposizione 21 milioni, riutilizzati per l’attività della polizia locale e per attività di manutenzione. Ecco come: 1,4 milioni vanno per la manutenzione della segnaletica verticale e 450 mila per la manutenzione della segnaletica orizzontale, 189 mila per quella dei semafori, e 460 in manutenzione delle attrezzature. Altri soldi, oltre 9 milioni, finiscono in parte a Genova Parcheggi in nome della convenzione per la gestione di strisce gialle, Blu Area e varchi, in parte al noleggio di attrezzature e mezzi e infine al potenziamento delle attività della polizia locale.

Nel conto altri 4,7 milioni fra quelli ricavati dalle multe sono destinati alla manutenzione ordinaria vera e propria della strade, in tutto circa 245 mila euro, e impianti di illuminazione, uno dei capitoli di spesa maggiori, con 4,5 milioni di euro. Se non dovessero tornare i calcoli, va detto, diversi milioni di euro “vanno via” in mutui e conti capitale.