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Regionali Liguria, Salvatore (M5s) nega l’alleanza: “Voci infondate. Sansa? Dubito sappiano chi sia…”

La capogruppo continua a smentire: "Gli iscritti hanno già scelto, la candidata sono io"

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Genova. È una guerra intestina. Una lotta quotidiana che vede pochi soldati combattere alla luce del sole, ma che presenta fazioni ormai ben definite. Da una parte l’intero centrosinistra e una larga fetta del Movimento 5 Stelle che vogliono mettersi insieme per battere Giovanni Toti. Dall’altra Alice Salvatore, forte del bollino di Rousseau sulla sua candidatura, che liquida quelle sull’alleanza come “voci infondate. Gli iscritti hanno già votato e hanno scelto di avere un candidato presidente del Movimento 5 Stelle. E infatti io sono qui“.

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Del resto anche il reggente Vito Crimi ieri ha chiuso la porta: “Non dobbiamo creare qualcosa di strutturale con gli altri partiti”, ha risposto indirettamente a Conte e Zingaretti che caldeggiavano una grande coalizione anti Salvini. Eppure diversi esponenti, da entrambe le parti, riferiscono che l’idea è in piedi e che la decisione verrà presa a Roma entro questa settimana, o al massimo in quella successiva.

Alla luce di questi elementi, la presenza della capogruppo pentastellata ieri nella capitale è stata interpretata come il primo atto della trattativa interna al movimento. Ma Alice Salvatore nega: “Era un incontro organizzativo per organizzare la campagna elettorale in Liguria“. Chi c’era al tavolo? “Il facilitatore nazionale per le campagne elettorali, che è Toninelli, quello per la comunicazione Carelli e altri tecnici della loro squadra. Era un momento ricognitivo, non posso certo rivelare i contenuti della riunione”. E la candidatura di Sansa, lanciata ieri dalla Comunità di San Benedetto? “Dubito che Toninelli sappia chi sia il giornalista genovese”, chiosa la capogruppo.

La possibilità di un’alleanza, del resto, è contemplata dal regolamento delle Regionarie: il capo politico può accordarsi con altri partiti e scegliere un candidato comune, in quel caso la proposta viene messa ai voti su Rousseau e il candidato scelto dagli iscritti diventa capolista nella sua circoscrizione. “Che io sappia, però, non se ne sta parlando”, insiste Salvatore. L’impressione è che l’ultima parola non spetterà a Vito Crimi, che notoriamente non ha potere assoluto come non lo aveva Luigi Di Maio. “Con lui ho già parlato, è una persona molto seria”, assicura la sfidante di Toti. Che poi ammette: “La certezza ce l’ha solo Dio…”