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Regionali Liguria, pienone per l’esordio di Massardo: “Con noi contro lo smarrimento della politica”

Volti noti e nuovi nella variegata platea, l'ex preside di Ingegneria sempre più convinto di essere l'anti-Toti ma Pd e M5S non si sono visti

Genova. Oltre 250 persone, l’auditorium di palazzo Rosso gremito di volti noti e inediti della politica locale, per l’avvio ufficiale della campagna elettorale di Oltre, la creatura nata attorno alla figura di Aristide Massardo, ex preside di Ingegneria tra i primi ad aver dato la propria disponibilità a candidarsi contro Giovanni Toti alle prossime elezioni regionali in Liguria.

Più che un’assemblea, un “ted” con alcuni relatori chiamati a portare sul palco quelle idee che potrebbe costituire il primo embrione di programma. Franco Henriquet, presidente dell’associazione Gigi Ghirotti, ha parlato di sanità e della necessità di dare più supporto pubblico all’assistenza domiciliare, Nicola Caprioni, già segretario regionale Cna e oggi pensionato, ha sottolineato la necessità di una politica industriale a lungo termine, Massimo Maugeri, Legambiente, ha invocato l’importanza di parchi e aree protette, Bruno Vitali, coordinatore di Democrazia solidale, ha fornito spunti sulle politiche dell’accoglienza mentre Simona Costa, esperta di europrogettazione, da Bruxelles, ha parlato di come sfruttare i finanziamenti Ue anche alla luce del cosiddetto “Green Deal”.

Perché sì, Oltre è una realtà che si presenta europeista e inclusiva, progressista e ambientalista e prova a parlare in maniera trasversale a molte anime della politica e della società civile.

In sala molte figure rappresentative di vari partiti, associazioni, sindacati e movimenti, mondi laici e cattolici. Alcuni fra loro stanno già dialogando da settimane con Aristide Massardo, altri si sono presentati per ascoltare.

Chi c’era. E così si spazia da Cristina Bicceri di Italia in Comune all’architetto Giovanni Spalla, in passato vicino al M5S, dal parterre socialista Giuliano Pennisi, Corrado Oppedisano e Alfonso Pittaluga, all’ex assessore Arcangelo Merella, e poi Andrea Agostini di Legambiente, Antonella Marras di L’altra Liguria, Walter Ferrando (Italia Viva), ma anche Simohamed Kaabour, tra gli animatori delle “sardine” genovesi, e poi ancora Simone Leoncini, ex Sel e oggi rappresentante de Il Cesto, l’ex consigliera municipale di centrosinistra Erminia Federico, Fabio Marante del sindacato edili della Cgil, l’ex presidente del municipio Medio Levante Morgante, Andrea Acquarone di Che l’Inse e Camilla Ponzano di Riprendiamoci Genova e ancora molti professionisti, semplici cittadini e tanti ex studenti del “prof” Massardo.

Chi mancava? Il Pd, e il Movimento 5 Stelle. Ovvero i due partiti che, in caso di alleanza, dovrebbero trovare un nome comune su cui far convergere i voti. Al momento sembra poco probabile che quel nome sia Aristide Massardo che però sottolinea: “Mancano tre mesi alle elezioni e quello a cui ci troviamo davanti è uno smarrimento della politica”. Resta il fatto che Oltre pare essere una realtà già bene organizzata e quindi, anche se Massardo non dovesse essere il cavallo sui cui l’opposizione scommetterà, nulla esclude una partecipazioni alle regionali come lista civica.

Massardo ha messo da parte le slide da “ingegnere” e ha parlato a ruota libera. “Sono l’uomo delle battaglie per le istituzioni ma anche della continuità amministrativa se si prendono le decisioni giuste, sono l’uomo che dice che il re è nudo, se lo è, Oltre è una proposta a lungo termine per la Liguria, perché finora stiamo scivolando su un piano inclinato”.