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Regionali Liguria, il Pd batte il tempo al M5s e alza la posta: “In Emilia ha vinto un uomo del partito”

I dem insistono sulla necessità di un candidato unico (e genovese...)

Genova. “Con il M5S non c’è in gioco un nome oppure un altro ma la loro disponibilità a sedersi attorno a un tavolo, nel rispetto del dibattito che evidentemente è al loro interno la nostra posizione è che se la fine di questo dibattito ha una scadenza oltre il limite del razionale dovremo comunque andare avanti da soli”. Simone Farello, segretario regionale del Pd, ci tiene a sottolineare che questo “non è un ultimatum al movimento” ma che ci sia impazienza e che i tempi siano più stretti rispetto agli stati generali dei grillini previsti a marzo è chiaro. Il tema è duplice: alleanza o no tra Pd o M5s in vista delle elezioni regionali liguri e condivisione del nome di un candidato, o di una candidata.

Ma a quando corrisponde questa scadenza “razionale”? Secondo molti il tempo è già scaduto. Dalle pagine del SecoloXIX il ministro della giustizia Andrea Orlando ha parlato di 10 giorni per avere qualche risposta, ma a Genova i tempi sembrano essere più dilatati. Addirittura Giovanni Lunardon, capogruppo del Pd in consiglio regionale, ipotizza una soluzione definitiva entro la fine di febbraio, mentre Farello resta più sul vago. Tuttavia ammette: “Fine febbraio è tardi”.

Alice Salvatore, portavoce M5S in Liguria, resta ferma sul niet all’alleanza e anche se teoricamente dovrebbe stare a lei l’ultima parola, non è affatto escluso che il movimento a livello nazionale stia portando avanti altri ragionamenti. In questa prospettiva, parlare di potenziali nomi di candidati è come infilarsi in un vicolo cieco: ufficialmente la candidata alle regionali è lei, Salvatore, eletta attraverso Rousseau.

In casa Pd, d’altronde, si preferisce non parlare di nomi proprio in attesa che si chiarisca il tema dell’alleanza. Ma Farello non solo è convinto che l’alleanza si debba fare – “Siamo due forze insieme all’opposizione da 5 anni in Regione e insieme al governo attualmente, a me sembra pura logica che avvenga l’alleanza” – ma crede nella possibilità concreta di vittoria – “Quanto accaduto in Emilia ci insegna che vince chi governa bene, ma io credo anche che perda chi governa male, e ci sono tutte le condizioni perché il giudizio dei liguri sull’attuale governo regionale sia negativo”.

Ma è proprio dal caso Emilia Romagna che arriva al Pd ligure un altro dato da analizzare. “Bonaccini ha rappresentato la società civile, è vero, ma è espressione forte di un partito politico, non bisogna per forza vedere questi due elementi come alternativi e opposti”. Che sia un indizio relativo a un nome? Difficile, ma non improbabile che il Pd, visti i recenti scarsi risultati in termini di voti dell’eventuale alleato M5S, voglia avere maggiormente voce in capitolo nella scelta di chi sfiderà Giovanni Toti. Un altro indizio? I dem hanno lanciato una segreteria regionale non genovacentrica ma il nome del candidato, o della candidata, dovrà essere genovese doc.