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Regionali Liguria, è pace fatta tra Toti e Berlusconi: l’ex premier invitato a Genova il 22 febbraio

Il governatore: "Forza Italia ha ribadito che sarà convintamente leale a quest'alleanza"

Genova. Sembrano davvero lontani i tempi in cui Giovanni Toti lasciava Forza Italia sbattendo la porta e accusando Silvio Berlusconi di non aver tenuto fede alle promesse di cambiamento. “L’ho visto venerdì scorso, non vorrei sembrare invadente – risponde il governatore quando gli chiediamo se lo incontrerà a breve -. Sicuramente lo inviteremo al più presto, il 22 febbraio ci sono gli stati generali della Liguria, chiameremo senza dubbio anche i leader della coalizione, che mi pare si siano espressi tutti in modo positivo”.

Dunque, salvo disdette dell’ultimo secondo, alla convention ai Magazzini del Cotone ci sarà anche l’ex premier, insieme a Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il leader della Lega si fermerà anche domenica per la grande cena alla Fiera per cui saranno disponibili circa mille biglietti di ingresso. Ma il riavvicinamento a Berlusconi, apparso evidente già sul palco di Ravenna alla vigilia della sconfitta emiliana, risulta più significativo per gli equilibri interni della coalizione.

E così anche il rischio di una spaccatura alle regionali appare ormai archiviato, nonostante i rancori residui di alcuni esponenti chiave (leggi Giorgio Mulè) che avevano definito “non scontata” la candidatura di Toti. “Forza Italia ha ribadito che sarà convintamente leale a questa alleanza, sarebbe bizzarro il contrario”, ripete il presidente. Riassorbita anche l’ala che fa capo a Claudio Scajola, gli azzurri puntano semmai ad avere più voce in capitolo rispetto alla lista arancione. E gradirebbero che il nome “Cambiamo!” non fosse presente sul logo, ipotesi anticipata ieri sera da Genova24.

Ma “è un dibattito sul sesso degli angeli – taglia corto Toti -. Credo che Cambiamo! in questa regione e Giovanni Toti siano un’identità: è difficile pensare a qualcosa di diverso. Che si corra con un simbolo in cui la scritta ‘Cambiamo!’ sia un po’ più grossa o un po’ più piccola, che ci sia scritto Giovanni Toti sopra, che sia arancione o sia blu, è un dibattito estetico, un tema da convegno più che di dibattito elettorale”. Di sicuro, conclude, “gli elettori troveranno scritto bene ed evidente ‘Giovanni Toti’ su una lista e troveranno la volontà di questa coalizione di proseguire per altri cinque anni con i partiti tradizionali e con tutte le forze civiche e politiche che ci hanno sostenuto finora e possibilmente qualcuna in più”.