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Lettere al direttore

Procura di Genova in affanno per poco personale ma gli idonei al concorso 2016 non sono ancora stati assunti

Di Luca Giovanni Amoruso
Gruppo scorrimento graduatoria idonei assistenti giudiziari

Buona sera,
Vi scrivo dopo aver letto l’interessante articolo pubblicato in data odierna: “Procura di Genova, Cozzi: Manca personale, ne vanno di mezzo le inchieste su ponte e Lega” nel quale si denuncia la carenza di personale amministrativo all’interno della procura della Repubblica di Genova e le conseguenze che ciò sta causando e quelle che si ipotizza potranno causare, qualora non si dovesse intervenire in tempi brevi.

Con una “..carenza di organico del 13% per i magistrati e del 28% degli amministrativi – secondo il capo della procura di Genova Francesco Cozzi – si legge nell’articolo, ..”non sarà facile portare a termine inchieste importanti come quella sul ponte Morandi e le sue correlate o quella sui conti della Lega.”

“Per decenni – ancora – non si sono fatti concorsi, ed oggi ne vediamo le conseguenze”. Infine è stato riportata l’osservazione secondo la quale sia paradossale che ci sia ad oggi disoccupazione, ma restano posti vacanti in servizi essenziali, quali Asl e uffici giudiziari. Nel caso di specie di Genova (ma vale per l’intero nostro ‘stivale’) “ne vanno di mezzo le inchieste” in quanto “..senza impiegati la giustizia non va!”

Il mio nome è Luca Giovanni Amoruso, idoneo nel concorso bandito nel 2016 e primo dopo venti anni, costato ai contribuenti italiani ben 4 milioni e mezzo di euro​ e membro del “Gruppo scorrimento graduatoria Idonei assistenti giudiziari” nato con l’obiettivo di denunciare l’assillante carenza di personale amministrativo nel comparto giustizia.

Senza entrare completamente nel merito dell’articolo, mi preme ricordare che il nostro sistema giustizia, imprescindibilmente, costituisce il fulcro fondamentale sul quale si​ regge l’intera società “civile” e che, com’è noto,​ regola e gestisce gli aspetti di civile convivenza dei cittadini,​ va ad assolvere al proprio delicato compito però, solo se “messo” in condizione di essere efficiente.​ Ne consegue che, laddove gli intenti del ministero sono​ quelli dell’attuazione di importanti riforme, come quella sulla prescrizione, sul “processo breve” o su quello civile, occorre ricordarsi che tra i primi requisiti di cui ha necessariamente bisogno, si impongono il continuo ricambio ed apporto di personale amministrativo, donne e uomini, e la presenza costante di un organico di lavoratori dipendenti, che gli consenta e gli garantisca di mantenere costantemente un livello di efficienza, sotto il profilo della ‘performance’ in tutti gli uffici ed i distretti giudiziari e ultimo, ma non ultimo, di renderlo più elastico e quindi capace di garantire procedimenti sicuri ed al contempo veloci.

Acquisisce importanza un innesto più che immediato di personale amministrativo non dirigenziale come funzionari, assistenti giudiziari i quali, mediante costante aggiornamento ed approvvigionamento di atti e documenti,​ svolgono importanti attività di supporto nei confronti dei giudici, agevolandoli nel cruciale esercizio della funzione giurisdizionale e garantendo efficienza e continuità al distretto, andando a determinare, quindi, il beneficio di tutta la comunità.

Si aggiunge che l’attuale piano assunzionale messo in atto dal Ministero non sarà sufficiente ad attuare in maniera piena e solida quelle che sono, nei progetti del Ministero , le riforme, su citate, che vedranno protagonista il sistema giustizia tutto, laddove anche e soprattutto per effetto di quota 100 le carenze di organico si aggraveranno lasciando scoperti migliaia di posti.

Situazione che il Ministero della Giustizia ha ben presente già da un paio d’anni, da quando stilò la tabella di previsione dell’organico per ogni singolo distretto e le stime di pensionamento rilevando come, in assenza di nuove assunzioni, la scopertura avrebbe potuto compromettere del tutto il funzionamento degli uffici.

A ciò la “volontà politica” di assumere secondo il concetto della dotazione organica,​ ormai superato dalla c.d. riforma Madia​ che introduce invece il criterio del fabbisogno. Questo significa ricambio di personale, a cui accennavo, (​ qui riferendomi in particolar modo alla figura di Assistente giudiziario ) ancora più elefantiaco; quand’invece sarebbe sufficiente procedere alle rimodulazioni delle piante organiche​ in base al fabbisogno degli uffici giudiziari ed in coerenza con il Piano Triennale di Fabbisogno del Personale 2019-2021, aumentando così il numero di unità dei profili strategici, come appunto quello dell’assistente giudiziario

Ne sono conseguiti (e non accennano a cessare), allarmi lanciati a grandi lettere da parte di molti, e forse troppi, tribunali, uffici giudiziari, procure e corti d’Appello, tutti accomunati dal bisogno immediato di personale amministrativo, mossi dall’effettiva e cronica carenza di organico che rallenta la legittima richiesta di giustizia da parte dei cittadini, e che possiamo facilmente leggere quotidianamente su tutte le testate giornalistiche, siano esse nazionali che locali.

Chi si occupa di giustizia sa che un presidente di Tribunale, ad un certo punto, parlerà della mancanza di personale amministrativo nel proprio distretto.

Un assillo che è diventato un dramma a Torino nel caso ‘Murazzi’ dove, quel tale di nome Said Mechaquat, su cui pendeva l’esecuzione di una pena definitiva, a causa di arretrati in cancelleria poté liberamente commettere omicidio a piede libero, in quanto al tempo​ l’ordine era quello di dare precedenza alle condanne sopra i 3 anni.

In alcuni distretti giudiziari le scoperture sfiorano o addirittura superano il 18%. A Brescia, L’Aquila ed in molte sedi piemontesi, tra le quali il capoluogo Torino. Reggio emilia nella cui corte d’appello il personale amministrativo di assistenti giudiziari è sufficiente solo sulla carta ma non nei fatti.

Problema condiviso con la grande Procura di Roma, con l’acqua alla gola, dove i buchi del sistema amministrativo sono parte significativa di quello che poi diventa prescrizione. È notizia di pochissimi giorni​ fa l’allarme lanciato dal solo distretto della capitale in cui si registravano circa 400 carenze di personale unicamente nel suo organico.

Venezia, che ancora non riesce a definirsi fuori completamente da una situazione a tratti precaria per numero di personale amministrativo insufficiente pensando al reale fabbisogno. Reggio Emilia versa in condizioni di carenza effettiva nel numero di assistenti giudiziari in Corte d’appello. La scopertura media nazionale di uffici similiari supera il 10%).

Anche al Sud la situazione appare complicata: dopo Catanzaro, anche Siracusa, Ragusa hanno denunciato il serio timore di non veder reintegrato il personale amministrativo, in special modo di assistenti giudiziari, evidenziando la ‘difficoltà’ da loro registrata nell’ottenere trasferimenti e afflusso di nuovo personale.

A Vasto, in Abruzzo, dopo che gli avvocati ‘hanno alzato’ la voce o meglio ‘hanno incrociato’​ le braccia in protesta alla carenza di personale, si aggiunge Lanciano, come si è letto in questi ultimi giorni prima del Santo Natale, in seria emergenza di organico, avendo problemi nello ‘smaltire’ fascicoli processuali e conseguente​ definizione dei processi. Solo per citarne alcuni.

Appare, quindi, ancora più lapalissiano il fatto che la ‘nostra’ graduatoria, costituita da ben 838 idonei assistenti giudiziari, nell’immediato disponibili, tutti finanziati ma “bloccati” in stand-by,​ e pur essendo stata integralmente finanziata, procede incredibilmente a rilento.

La graduatoria in oggetto, inoltre, rischia di scadere anzitempo, il 30 settembre 2020 con il pericolo di lasciare paradossalmente fuori idonei non assunti, in spregio della precedente proroga fissata al 31 marzo 2021 operata dal precedente Governo a seguito del blocco del turnover.

L’appello e ‘allarme’ rivolto dal nostro Gruppo Scorrimento Graduatoria Idonei Assistenti Giudiziari​ alle forze politiche tutte è quello di farsi promotori di un emendamento da presentare in occasione della riforma del processo breve volto ad assumere in soprannumero gli idonei assistenti giudiziari rimasti in graduatoria, nel tentativo di porre un freno all’emorragia che si avrà nei prossimi mesi per effetto delle cessazioni in tutto il dipartimento, laddove l’amministrazione non potrà provvedere ad assunzioni a esito dei concorsi banditi o da bandire prima del prossimo autunno, e la suddetta graduatoria rimane l’unico strumento fino a quella data.

Vi invio e segnalo pertanto, a nome di tutto il​ Gruppo Scorrimento Graduatoria Idonei Assistenti Giudiziari,​ il nostro comunicato stampa e una proposta emendativa per la riforma del processo civile con la preghiera di far emergere questa condizione e di farVi portavoce, parimenti, della soluzione da noi offerta per uscire dall’impasse, pubblicandone il contenuto qualora lo riteniate opportuno. Il fine nostro è sensibilizzare l’opinione pubblica, circa la situazione ravvisabile nel comparto giustizia​ e al contempo fornire nell’immediato le soluzioni applicabili. Se non ora, quando?!
Anche perchè non prima dell’autunno il Ministero potrà emanare i nuovi bandi di reclutamento. Fino ad allora la soluzione passa per le selezioni in corso”