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“Per chi suona la campana”, a Genova la protesta della Valle Stura contro l’isolamento fotogallery

Sicurezza, razionalità, comunicazioni, trasporti, pedaggi, scuola, soccorsi: 7 punti e altrettante priorità nel documento inviato dai comitati ai sindaci delle valli

Genova. “Valle Stura tassata e abbandonata”, “Vergogna”, “Ci siamo rotti i vagoni”. Sono alcuni degli striscioni comparsi in largo Lafranco, davanti al palazzo della prefettura di Genova dove si sta svolgendo il presidio di protesta dei comitati delle Valli Stura. Leira e Orba contro l’isolamento in cui si trovano dopo un autunno di frane e alluvioni e a causa dei problemi a viadotti e gallerie autostradali.

Protesta Valle Stura

Un centinaio i cittadini che, campanacci alla mano, si sono dati appuntamento davanti al palazzo del governo dove, nel frattempo, si sta svolgendo un punto su viabilità e trasporti con i sindaci dei Comuni del territorio interessato: Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Mele, Tiglieto.

“Abbiamo deciso di farci sentire – dice Giacomo Oliveri, portavoce del comitato Comitato difesa trasporti Valli Stura, Leira e Orba – abbiamo presentato una serie di richieste ad enti, amministrazioni pubbliche, aziende di trasporto, Anas e Aspi, in valle in questi stessi minuti i commercianti hanno deciso in massa di aderire a una serrata in solidarietà con il presidio”.

Sicurezza, razionalità, comunicazioni, trasporto pubblico, pedaggi, scuola, soccorsi. Sette punti e altrettante priorità nel documento inviato dai comitati ai sindaci delle valli e quindi alla prefettura. “Tra i problemi principali c’è la frana sulla strada provinciale tra Rossiglione e Ovada, a Gnocchetto – prosegue Oliveri – che rende necessario percorrere l’autostrada per muoversi per il Piemonte, e poi i disagi legati prima alle limitazioni sui viadotti della A26, poi ai crolli di ondulina in galleria”.

I comitati chiedono la gratuità dell’intera tratta autostradale tra Ovada e Pra’, più treni e autobus, orari scolastici flessibili per gli studenti, comunicazioni chiare sullo stato di sicurezza delle infrastrutture e un’organizzazione dei cantieri su strade e autostrade che non penalizzi eccessivamente i pendolari.