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Morte Lorefice, il capo dei vigili del fuoco: “Ricorso su risarcimento è offesa a tutti i pompieri”

Il vigile del fuoco genovese morì a Serra Riccò nell'intervento su una bombola di gas esplosa. Era il 2005

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Roma. “Il ricorso presentato contro la sentenza di risarcimento per la morte di un vigile del fuoco è offensivo non solo nei confronti della vittima ma di tutti i pompieri e rappresenta un oltraggio alla dignità di tutti i servitori dello Stato che hanno perso la vita”. Parole dure quelle del capo nazionale dei vigili del fuoco, Fabio Dattilo, commentando la decisione di una delle parti coinvolte di impugnare la sentenza per la morte del pompiere genovese Giorgio Lorefice.

Il vigile del fuoco rimase ucciso il 26 gennaio del 2005 a Serra Riccò, in provincia di Genova, nell’esplosione di una cisterna di Gpl. “Quale fu la sua condotta – sottolinea Dattilo – lo testimonia la medaglia d’oro al valor civile riconosciutagli dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Non c’è alcun dubbio, dunque, che il nostro caposquadra affrontò la situazione nel migliore dei modi, com’era stato addestrato a fare e come la lunga esperienza gli aveva insegnato”.

La parte condannata al risarcimento e che ha promosso il ricorso sostiene invece che in quell’intervento i vigili del fuoco “avrebbero dovuto allontanarsi per la loro incolumità” e che la causa dell’esplosione “sarebbe una loro colpa”.