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“La revoca? Solo dopo che i colpevoli avranno pagato”: Autostrade chiare lancia la mobilitazione del 15 febbraio

Il 14 febbraio saranno con i parenti delle vittime a volantinare nell'autogrill di Genova Ovest

Genova. Il gruppo facebook Autostrade Chiare, che ha quasi raggiunto i 60 mila iscritti e si sta costituendo in comitato, manifesterà in piazza sabato 15 febbraio.

La piazza prescelta dovrebbe essere largo Pertini. “Manifesteremo per chiedere sicurezza, la revoca della concessione solo dopo che i colpevoli avranno pagato penalmente e civilmente e per informare tutti i partecipanti sulle azioni legali possibili e sugli obiettivi del comitato” spiega l’ideatore del gruppo Luca Ternavasio.

“Con la nostra presenza possiamo decidere se restare un gruppo social di leoni da tastiere, oppure dare voce ad un problema che riguarda la sicurezza nostra, dei nostri figli e dei nostri cari” dice ancora. “Dobbiamo trascinare amici, parenti, amici degli amici e chi vogliate voi ad urlare il nostro diritto di vivere sicuri, per non cadere da un viadotto, e per far trovare giustizia a chi caduto lo è già”.

In piazza il 15 febbraio ci saranno anche i parenti delle vittime del ponte Morandi che hanno saldato l’unione con il gruppo degli utenti che hanno sempre messo tra i primi punti la richiesta di giustizia per le vittime del crollo del 14 agosto 2018.

Anche per questo il giorno prima, il 14 febbraio, giorno in cui ricorrono 18 mesi dal crollo di ponte Morandi, alcuni dei parenti delle vittime, insieme agli utenti di Autostrade Chiare, distribuiranno dei volantini nell’autogrill di Genova Ovest.

L’appuntamento è alle 9. Alle 11.36 dopo il minuto di silenzio per le vittime, saranno fatti volare in cieli 43 palloncini bianchi.

Proprio ieri i parenti delle vittime sono intervenuti con un comunicato stampa dopo le parole del nuovo ad di Atlantia Carlo Bertazzo che si era scusato con i famigliari delle persone decedute nella tragedia. Scuse respinte al mittente perché tardive: “In una società civile le scuse a noi ed a tutti gli italiani sarebbero giunte il giorno dopo il disastro ed avrebbero di conseguenza dato corso a tutte le azioni per un cambio sia del vertice che della politica aziendale, magari distogliendo qualche azionista dalle grigliate di ferragosto”, aveva replicato la presidente del comitato Egle Possetti, sorella di Claudia, morta nel crollo.