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Iniziato il 2020, e per Genova sarà l’anno dei nodi da sciogliere non più rimandabili

Nuovo Ponte, elezioni, cantieri, autostrade, scadenza contratto di servizio Amiu, impianti di Multedo e nuovo deposito Gnl: sono tanti gli appuntamenti delicati dei prossimi mesi

Genova. L’anno che si è appena chiuso, il 2019, non è sicuramente stato un anno facile per Genova, una città ancora profondamente ferita dalla tragedia del Morandi, di cui vive tutt’oggi l’onda lunga delle conseguenze. Ma non solo: un anno difficile dal punto di vista del territorio, con diversi eventi che hanno messo a dura prova la resilienza del nostra regione.

Ma come sarà questo 2020 appena iniziato? Difficile oggi fare previsioni sensate, ma piuttosto potrebbe essere utile fare un punto su quello che ci aspetta, provando in qualche modo a prepararci per i prossimi mesi che potrebbero essere cruciali per la nostra Genova e tutta la Liguria.

L’appuntamento più atteso è sicuramente l’apertura al traffico del nuovo ponte sul Polcevera: la nuova infrastruttura finalmente ripristinerà la normalità viaria per i genovesi, se così si può dire, inserendosi in un contesto nel frattempo mutato, con nuove direttrici completate nel frattempo, come la “Gronda a Mare” e alcune strade lungo il Polcevera. La data ufficiale non c’è ancora, e dopo diversi scenari, l’ultima ‘best option’ del sindaco commissario Bucci parlava di maggio come mese per vedere correre sul nuovo ponte la prima macchina.

cronaca

Se tutto va bene, quindi, giusto il tempo di riprendersi dai festeggiamenti per l’agognato traguardo, che i genovesi e i liguri saranno impegnati con il secondo appuntamento focale di questo 2020, e cioè le elezioni regionali. Un passaggio che, se da un lato vede l’attuale governatore partire da una posizione di vantaggio, potrebbe essere più incerto del previsto, soprattutto se le opposizioni a Toti trovassero una comunione di intenti su nomi e programmi. A prescindere però dai risultati, il passaggio delle urne liguri condizionerà prepotentemente tutti i primi mesi dell’anno: saranno innumerevoli le cose fatte e le cose non fatte in base al ritorno di consenso, cosa che succede in realtà sempre, ma sotto l’ombra dei seggi si rafforza. Prepariamoci.

Per quanto riguarda le nostre autostrade, Morandi a parte, il 2020 sarà un anno cruciale: se da un lato dobbiamo aspettarci decine di cantierizzazioni tra viadotti e gallerie, dall’altro lato nelle prossime settimane la politica dovrà risolvere il nodo delle concessioni. Una capitolo di interesse nazionale, ma che a Genova ha un peso particolare, e non solo per il 14 agosto: alle concessioni è legato a doppio filo la questione Gronda, il cui progetto nella versione attuale presentato nel maggio del 2018 è firmato Autostrade per l’Italia, e legato ad un prolungamento delle concessioni stesse per garantire l’investimento. Se dovesse saltare la concessioni, quindi, salterebbe anche il progetto della bretella, cosa che a molti non dispiacerebbe, soprattutto in virtù della proposta della “Gronda dei Genovesi” che sta trovando sempre più consensi. Mettiamoci comodi, ci sarà da “divertirsi”.

Generica

E poi Amiu: nel 2020, il 31 dicembre, scade il contratto di servizio tra l’azienda e il Comune di Genova. Un passaggio non banale, che potrebbe creare non poche difficoltà ad entrambi i soggetti: le recenti scelte di affidare ad Iren la costruzione e la gestione per 25 anni del nuovo impianti Tmb (trattamento meccanico-biologico) di Scarpino, potrebbe rendere il tutto più facile, ma con una azienda, Amiu, che sta mostrando non poche difficoltà, con sempre più servizi dati in appalto e molti nodi da sciogliere. Non si può più rimandare.

Nel 2020 dovrebbe partire anche il mega cantiere per la realizzazione dello scolmatore del Bisagno: a novembre son partite le gare, e se i tempi tecnici saranno rispettati, entro l’anno si potrebbe iniziare sul serio. Una buona notizia, senza dubbio, che potrebbe essere rafforzata dal termine previsto entro il 2020 di lavori per la copertura del Bisagno, che sta “impegnando” la Foce e il nodo viario di Brignole oramai dal “lontano” 2016.

ponte feritore

Ma nel 2020 sono arrivati anche dei cantieri che si sperava finissero prima, come quelli su ponte Don Acciai al Lagaccio, ponte Feritore a Molassana e ponte San Franceso a Bolzaneto (ma la lista è lunga) che stanno impattando da mesi sulla viabilità dei quartieri. La speranza è che entro questi 12 mesi le opere di messa in sicurezza possano terminare.

Per Genova e il suo porto questo nuovo anno sarà un crocevia. Se nonostante il Morandi la movimentazione dei container è comunque cresciuta, Genova e la Liguria sta subendo l’incertezza delle infrastrutture viarie. Entrata operativa pochi giorni prima della fine del 2019, la nuova piattaforma di Vado sarà affiancata dall’entrata in operatività completa di calata Bettolo: il 2020, quindi, potrebbe essere l’anno del salto, oppure l’anno in cui ci accorgeremo che le previsioni fatte e che hanno motivato l’ultimo sviluppo portuale era sbagliate. L’anno della verità.

carmagnani e superba

E sul porto pende un’altra spada di Damocle, che è la ubicazione del deposito Gnl, previsto dalle normative internazionali come lo standard del futuro per la navigazione. Un impianto a rischio di incidente rilevante che nessuno giustamente vuole sotto casa: al momento non ci sono opzioni vere sul tavolo, anche perché sul tavolo c’è ancora il nodo Multedo, che il sindaco Bucci aveva promesso di risolvere ad inizio mandato, ma che nei fatti è stato congelato. Visto l’appuntamento elettorale e la divisività dell’argomento, è probabile che questo nodo rimanga sotto le ceneri fino a chiusura delle urne, per poi tornare con tutta la sua esplosività nella agenda politica.

Insomma, questo 2020 sarà un anno sicuramente cruciale per Genova e per la Liguria, che aspetta di essere tirata fuori dal limbo in cui si è scoperta essere il 14 agosto 2018, acutizzato dagli ultimi eventi e reso maggiormente inquietante dalla fragilità del nostro territorio che ci sta presentano il conto dopo decenni di sfruttamento dissennato. Se il 2020 sarà un nuovo inizio o l’inizio della fine starà a noi e alla nostra classe dirigente: un grande responsabilità, per tutti.