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Influenza, il picco tra due settimane: “Andate dal medico e non ingolfate il pronto soccorso”

Picco di accessi durante le feste, ma il peggio deve arrivare. Viale: "Andate prima dal medico di famiglia"

Genova. “Siamo ancora in una fase di circolazione sporadica, nell’arco di 15-20 giorni ci aspettiamo il picco vero e proprio”. Si sta facendo aspettare l’influenza in Liguria, e nonostante gli afflussi straordinari e i disagi in pronto soccorso durante le feste, il periodo peggiore deve ancora arrivare. A prevederlo è Gianluca Icardi, direttore del dipartimento di scienze della salute dell’Università di Genova, facendo un bilancio post natalizio insieme all’assessore regionale Sonia Viale e ai ai dirigenti del policlinico San Martino.

Qui il picco di accessi giornalieri è stato registrato il 27 dicembre con 309 pazienti e la media si è mantenuta intorno ai 200-250 passaggi. “La media dei codici rossi è rimasta invariata – osserva Angelo Grattarola, direttore del pronto soccorso – mentre abbiamo notato un aumento dei codici bianchi e verdi. Circa il 50% del flusso è stato dovuto a persone che si sono presentate da sole, nonostante i medici di famiglia abbiano dato una forte risposta. Rispetto al 2018 è andata un po’ meglio, oggi e domani ci sarà l’ultima coda quindi dobbiamo prestare particolare attenzione anche se non abbiamo rilevato grandi numeri”.

L’appello resta invariato: “Molte volte non è appropriato recarsi al pronto soccorso, se qualcuno ha qualcosa per cui deve essere curato deve rivolgersi anzitutto al medico di famiglia”, ribadisce l’assessore Viale. “Il medico di famiglia – specifica Grattarola -, oltre a essere un alleato emozionale perché conosce il paziente in maniera precisa, è in grado di inquadrare il quadro clinico del paziente più rapidamente. Detto questo, chi oltre passa la porta del pronto soccorso con un codice a bassa complessità, è un paziente a tutti gli effetti, nessuno lo abbandona. Ma se usassimo meglio il territorio eviteremmo di intasare il pronto soccorso. Ma questo è un problema che esiste anche in Italia e all’estero, siamo in buona compagnia”.