Monito

Regionali Liguria, il cardinale Bagnasco avverte le sardine: “Fare politica significa anche concludere delle cose”

Il porporato: "È una voce che vuole farsi sentire, se lo fanno in maniera civile va benissimo". Domani l'assemblea a Genova

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Genova. “Fare politica significa anche incidere, non solo dire, ma anche concludere delle cose. È una forma di voce che si sente e che vuol farsi vedere e vuol farsi sentire. Se questo avviene in modo civile e propositivo, benissimo”. E secondo molti addetti ai lavori della politica – a cominciare dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti – ha concluso eccome il movimento delle sardine, ritenuto tra gli artefici della vittoria di Bonaccini in Emilia-Romagna. A parlarne è anche il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente dei vescovi europei.

“È una forma di voce che si sente, che vuol farsi vedere e vuol farsi sentire. Se questo avviene in modo civile e propositivo, benissimo“, dice il porporato a margine della visita istituzionale a palazzo Tursi per ricambiare gli auguri natalizi del sindaco Marco Bucci. Di certo non si tratta di un endorsement – anzi, semmai si nota un’ombra di scetticismo – ma il commento di Bagnasco stuzzica l’interrogativo su quale sarà la posizione del mondo cattolico alle prossime regionali in Liguria. Uno scenario dove gli equilibri sono ancora tutti da definire, a parte la certezza granitica di un centrodestra saldamente legato al governatore uscente Giovanni Toti ma anche trascinato dalla Lega di Matteo Salvini, che col mondo associativo legato alla Chiesa non è mai andato molto d’accordo.

L’altra domanda è ovviamente che ne sarà delle sardine dopo aver ottenuto il “lieto fine” in Emilia e annunciato un cambio di passo: “È tempo di tornare a prendere contatto con la realtà e ristabilire le priorità, innanzitutto personali. Se avessimo voluto fare carriera politica l’avremmo già fatto – hanno scritto sulla loro pagina Facebook -. E invece, prima di tutto, desideriamo tornare ad essere noi stessi, elettori e cittadini, parenti e amici. Per questo motivo non ci vedrete in tv o sui giornali”. Una sorta di “ritiro a vita privata” che però non convince del tutto gli analisti della politica.

Per questo sarà importante capire cosa succederà domani a Genova durante l’assemblea delle sardine convocata al teatro della Tosse per le 18.30. “Nessun insulto, nessuna bandiera e nessun simbolo di partito”, hanno anticipato gli organizzatori in una nota: sarà “un momento di informazione e riflessione collettiva, alternato da testimonianze della società civile e proposte pragmatiche da parte di esperti”. Durante l’incontro sarà presentato il progetto: “Tutti sullo stesso treno”, viaggio in treno previsto per la giornata del 1 marzo 2020, che porterà chi vorrà partecipare, lungo tutta la costa ligure, per giungere oltre il confine francese, riproponendo per vagoni, le tematiche trattate in questo evento.

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