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I fan del monopattino elettrico sotto casa di Bucci, lui lo prova e si convince: “Sono favorevole”

Flashmob dei monopattinisti genovesi per chiedere più piste ciclabili e "aree 30" per circolare in sicurezza

Genova. Doveva essere una “monopattinata goliardica”, un’escursione di pochi minuti da piazza De Ferrari a via Alessi per chiedere simbolicamente più piste ciclabili e aree con limite di velocità a 30 km/h. Alla fine i fan del mezzo green, appena abilitato dal codice della strada, si sono presentati a casa del sindaco Marco Bucci, gli hanno suonato al citofono e lo hanno convinto a scendere in strada per provarne uno.

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Il risultato? “Sono stra-favorevole. Il problema è che servono le regole – ha detto il primo cittadino dopo aver girato in lungo e in largo il piazzale davanti alla chiesa di Carignano -. I nostri uffici stanno lavorando a un regolamento. Ad esempio bisogna spiegare che non si può andare sui marciapiedi, ci sono limiti di velocità e su alcune strade con pietre non continue, come le creuse, dobbiamo valutare se c’è la possibilità tecnica di usarlo”.

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Per ora sono equiparati alle biciclette e devono già rispettare alcune normative: la potenza non può superare i 500 watt (anche se ne esistono versioni più prestanti), non si può andare a più di 20 km/h, sono obbligatorie le luci e le frecce, non ancora lo specchietto e nemmeno il casco anche se gli utenti più fedeli consigliano sempre di usarlo per ragioni di sicurezza.

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Tra i monopattinisti che hanno aderito all’iniziativa c’è Carmelo Mulè, un pioniere di questa filosofia di trasporto a Genova: “È un mezzo che non inquina, facile da usare e da trasportare sui mezzi pubblici”, spiega. E a chi dice che è pericoloso? “Tutto è pericoloso. Io sono un autista di autobus – replica – e guido vetture da 18 metri. Tutto è pericoloso, dai 18 metri al monopattino che è piccolo così. E così anche una macchina o una bicicletta. Dipende dall’uso che se ne fa”.

Nel video Laura Iula, titolare in centro storico di un’attività di noleggio di biciclette e monopattini elettrici col marito Luca Rossetti, ci spiega come funziona un tipico modello adatto per l’uso cittadino.

“Per ora non abbiamo avuto una grandissima attenzione – dice Gino Repetto, organizzatore della monopattinata -, invece vogliamo essere presi in considerazione perché i monopattini elettrici possono essere un’alternativa molto valida alle auto e allo scooter. Chiediamo la partenza dei lavori per le piste ciclabili e l’istituzione di nuove aree 30 dove poter circolare in sicurezza, non solo noi ma tutta la mobilità dolce. Purtroppo oggi non si vive una grande educazione da parte degli automobilisti”.

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Alla fine anche il sindaco si è convinto: sceso in strada insieme alla figlia Francesca, si è messo anche lui il casco e ha subito preso confidenza col monopattino, senza nascondere un certo divertimento. “Si può integrare molto bene coi mezzi pubblici, soprattutto con la metropolitana”, osserva. E ricorda che nei progetti del Comune c’è l’istituzione di un servizio di sharing pubblico, come proposto anche dal Pd in una mozione votata all’unanimità, non prima però di aver messo su bianco tutte le prescrizioni relative alla sicurezza.