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Genoa: il pagellone del girone d’andata risultati foto

I voti al (pessimo) girone d'andata dei rossoblù

Genova. Trovare delle sufficienze in questo disastro che è stato il girone d’andata del Genoa non è stato facile, per usare un eufemismo, ma ci abbiamo provato. Ecco, dal 10 allo zero, i voti al giro di boa della squadra rossoblù.

Voto 10 a Goran Pandev. A 36 anni (37 a luglio), il macedone dimostra di essere un elemento imprescindibile per questa squadra. L’unico giocatore in grado di fare la differenza, l’unico giocatore che sa come toccare un pallone. Noi di genova24 l’avevamo sempre difeso in passato, anche quando non era in forma. Ora è un vero leader pur non essendo il capitano della squadra. Quando manca, il Genoa vaga senza idee e costruisce molto meno. Andreazzoli lo faceva entrare a cinque minuti dalla fine. Lui, silenzioso, si è ripreso la squadra col passare delle giornate (e degli allenatori).

Voto 9 a Mimmo Criscito. Non sarà perfetto nella fase difensiva come in passato, ma Criscito ha dimostrato in questo campionato di essere un capitano solido e soprattutto un cecchino infallibile dal dischetto. Rigorista implacabile, ha dato una mano alla squadra nella grande difficoltà di questa prima parte di stagione: segnare gol.

Voto 8 al social media manager del Genoa. Ci vuole tanto coraggio, cuore, ma soprattutto professionalità, nel gestire le pagine social di una squadra i cui tifosi sono avvelenati nei confronti della società e sono frustrati dai risultati che non arrivano. Eppure le pagine social del Genoa sono comunque ricchissime. Alcuni commenti andrebbero però nella hall of fame dei #commentimemorabili.

Voto 7 ai fuochi d’artificio nel derby. Unica vera emozione della partita, sponda genoana, pagata a caro prezzo a causa delle diffide per i responsabili. La tifoseria, nonostante le avversità, dimostra di essere ancora in grado di dire la propria.

Voto 6 a Davide Nicola. Per accettare di allenare i rossoblù dopo l’esonero di Andreazzoli e di Thiago Motta ci voleva uno con il Genoa nel cuore. Un voto per il coraggio. Per ora i risultati sono stati altalenanti, ma sono trascorse solo tre partite, Coppa Italia compresa. L’impressione è che Nicola sappia il fatto suo dal punto di vista tattico e sia molto preparato. Per vedere la sua impronta però occorrerà ancora un po’ di tempo, sperando che non sia troppo tardi.

Voto 5 a Lasse Schone. Siamo severi, vista la qualità del giocatore: la delusione più grande di questo Genoa 2019-2020. Il danese era stato accolto come un Messia, ma i risultati sul campo sono stati deludenti. Un gol e un rigore sbagliato non riassumono a sufficienza le difficoltà sia nel trovare il posto giusto a centrocampo sia soprattutto il ritmo partita. Certo che passare dall’Ajax al Genoa non deve essere stato facile, ma la sensazione è anche che manchi di personalità.

Voto 4 ad Aurelio Andreazzoli. Un buon precampionato e un inizio di stagione incoraggiante anche dal punto di vista del gioco, con il pareggio a Roma e la vittoria sulla Fiorentina, avevano illuso tifosi e addetti ai lavori. Poi è successo qualcosa: dopo la sconfitta con l’Entella nella partita del 6 settembre per la festa dei 126 anni, la squadra sembrava smarrita e non più agli ordini del proprio allenatore, che probabilmente ha anche sbagliato la preparazione atletica. Le ultime conferenze stampa avevano un che di grottesco. Nel comunicato in cui veniva annunciato l’esonero è mancato anche il ringraziamento di rito all’opera del mister, sintomo che effettivamente qualcosa non andasse anche nei rapporti con la Società.

Voto 3 alla gestione Radu-Perin. Il Genoa aveva un punto fermo nel suo portiere. Protagonista della salvezza dell’anno scorso, Radu era stato riconfermato grazie a un accordo con l’Inter. Non impeccabile in alcune situazioni, era comunque una certezza. La decisione della società di riprendere Perin in prestito (non abbiamo nulla contro il giocatore) e di Nicola di farlo giocare subito, ha comunque avuto il “merito” di destabilizzare l’unico reparto solido.

Voto 2 all’idea di chiamare Thiago Motta. Un allenatore privo di esperienza, con una filosofia calcistica di certo non adatta a una squadra che deve lottare coi denti per salvarsi. Motta, che ricordiamo come l’uomo senza paura e parecchio aggressivo in campo (andò vis-à-vis nientemeno che contro Zlatan Ibrahimovic), doveva crescere anche in comunicazione, visto che le sue conferenze stampa erano delle fotocopie in cui non si sbilanciava mai a spiegare nulla, né a citare i giocatori. Tra i limiti del mister anche quello di non saper leggere la partita in corso (i match contro Udinese e Lecce sono stati gli esempi più fulgidi).

Voto 1 a una situazione societaria sempre confusa. Al di là dell’ormai incancrenita rottura tra tifosi e Società, i continui cambiamenti ai vertici (via Perinetti, via Capozucca), sono l’evidenza che ai piani alti sia difficile andare d’accordo, se si esclude l’ormai fedelissimo a.d. Zarbano.

Voto 0 all’ennesima stagione buttata. Rileggere le dichiarazioni di inizio stagione durante la presentazione del nuovo corso targato Andreazzoli col senno di poi suscita certamente un sentimento di rabbia, delusione e amarezza in un tifoso rossoblù. Anche quest’anno il tifoso genoano deve sperare che ci siano tre squadre che facciano peggio.