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Genoa e Sampdoria in crisi, Toti e Bucci ai presidenti: “Si decidano a investire per i tifosi”

Il sindaco conferma: "Lo stadio Ferraris è sempre in vendita, ma i club non stanno attaccando"

Genova. “Certo che siamo preoccupati, ma non possiamo intervenire”. Il presidente Toti e il sindaco Bucci, a margine dell’assemblea pubblica di Confindustria, non si sottraggono alle domande sul momento orribile delle squadre genovesi, soprattutto il Genoa che al momento si trova all’ultimo posto della classifica. E, anche se con parole indirette, lanciano un messaggio ai presidenti Preziosi e Ferrero, tendendo una mano ai tifosi.

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“Mi auguro che i due presidenti abbiano chiaro quello che devono fare e il bene che quella città vuole a entrambe le squadre – commenta Toti -, io sono a disposizione per tutto quello che posso fare per aiutarle. Abbiamo molti progetti su quelle squadre, compreso lo stadio da rimodernare. Bisogna che decidano da che parte investire, su quello non c’è alcun dubbio. Più che auspicare investimenti, attenzione per i tifosi e senso di responsabilità non ho altre parole”.

E così torna a galla la questione Ferraris. “La vendita è sempre sul tavolo per chi è interessato. Le società non stanno attaccando, ma lo stadio è in vendita”, riferisce Bucci. Che fa finta di non capire quando gli si chiede quale sia il prezzo. Valore che il Comune aveva stimato intorno ai 18 milioni, mentre le società non erano disposte a spenderne più di 7. Così la trattativa è andata in fumo e al momento l’impianto sportivo resta in mano a Tursi, benché gestito dalle società.

Del resto “abbiamo tanti sport, la pallanuoto, la vela. Mi auguro che il calcio possa risalire la china“, taglia corto il sindaco. E il presidente della Regione ci scherza su, ma neanche troppo: “Non ho le competenze tecniche per suggerire formazione e campagna acquisti, non posso fare l’azionista perché la corte dei conti mi farebbe subito arrestare. Temo che propormi come giocatore peggiorerebbe la situazione. Certo è un peccato per tutti i tifosi che amano la propria squadra e che meritano di avere in cambio impegno e sacrificio”.