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Trasporto pubblico

Ecco in anteprima il filobus hi-tech che potrebbe sostituire il tram a Genova

La prossima settimana la presentazione, poi il giro di prova sulle strade

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Genova. Lo hanno portato ieri nella rimessa di Sampierdarena a bordo di una bisarca e la prossima settimana il sindaco Marco Bucci dovrebbe presentarlo alla città prima del test su strada. Si chiama Iveco Crealis ed è il filobus di ultima generazione che si candida a fare le veci del tram nei progetti del Comune di Genova per i quattro assi del trasporto pubblico cittadino.

Il primo dato interessante è la lunghezza: 18,70 metri, quasi la misura massima consentita dal codice della strada per i mezzi snodati. Nulla di nuovo: in pratica la stessa dimensione degli autobus “doppi” che girano oggi per Genova. Il fatto è che negli scorsi mesi Amt aveva provato una vettura da 24 metri, il Van Hool Exquicity, promosso a pieni voti per la sua capacità di adattarsi alle strade tortuose del centro grazie alle ruote posteriori sterzanti. Ma la deroga che permetterebbe di farlo circolare non è mai arrivata e così palazzo Tursi si è dovuto adeguare: nella richiesta da 547 milioni inviata al ministero si parla di 145 filosnodati da 18 metri.

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L’Iveco Crealis, vincitore del premio Sustainable Bus Award 2019, è dotato di tecnologia IMC (in-motion charging). A bordo c’è una batteria equipaggiata da Skoda che si ricarica mentre il filobus viaggia agganciato ai cavi elettrici. Se le antenne si staccano, quindi, niente motore diesel come avviene oggi sulla linea 20: il viaggio può proseguire in full electric per circa 10 chilometri, sempre che non si debbano affrontare dislivelli o continue frenate e ripartenze. La capienza è fissata a 125 passeggeri, di cui 35 seduti (l’esemplare da 24 metri ne avrebbe trasportati circa 200).

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Costo un milione di euro, migliaio più migliaio meno, aspettativa di vita sui 10 anni. Certo, non è detto che sia lui il mezzo prescelto per Genova. Quello di febbraio sarà un semplice giro di prova per verificare tutte le caratteristiche tecniche. Il sogno del professor Enrico Musso, mobility manager, resta il 24 metri che sembra un tram a tutti gli effetti, sia per estetica che per dimensioni. Intanto oggi il sindaco Bucci ha annunciato che a febbraio saranno pronte le integrazioni chieste dal ministero per farsi finanziare il progetto “rimandato” nel 2019.

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