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Coronavirus, riunione per affrontare gli eventuali casi della “polmonite cinese” ma al momento nessun allarme

Con Regione e Alisa si è predisposto e condiviso il piano di risposta in caso di diffusione del morbo, seguendo una circolare del ministero della Salute

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Genova. Un incontro operativo per definire il percorso del potenziale caso sospetto di nuovo coronavirus (2019-nCoV) e mettere in campo tutte le azioni di sanità pubblica: oggi, venerdì 24 gennaio si sono riunite, coordinate da Alisa, le direzioni strategiche, i direttori di Malattie infettive e dell’Igiene e Sanità pubblica delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Liguria e i referenti di area competente, per recepire e rendere operativa la circolare del Ministero della Salute, diramata lo scorso 22 gennaio, avente come oggetto la sorveglianza e le misure di risposta all’epidemia di polmonite da nuovo coronavirus, con epicentro una provincia cinese.

I coronavirus sono una famiglia di virus respiratori che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore, alla sindrome respiratoria mediorientale (Mers), alla sindrome respiratoria acuta grave (Sars). La probabilità di importazione di casi di nuovo coronavirus nell’Unione europea è considerata moderata dal Centro europeo per la prevenzione e controllo per le malattie e, attualmente, la letalità dell’infezione appare inferiore a quella della comuni forme di polmonite.

La task force ligure ha messo in atto un piano di azione dettagliato per affrontare eventuali casi sospetti. Il sistema ligure è pronto a intervenire in caso di necessità: sono stati infatti condivisi la definizione di caso sospetto, la modalità di accesso al sistema emergenza-urgenza, i percorsi del paziente, le azioni di risposta e definita la diagnostica di laboratorio, già disponibile in Liguria.

«Dalle prime indicazioni che ho ricevuto, ad oggi, non vi sono ragioni per generare allarmismi – afferma Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria – il sistema è pronto per affrontare efficacemente eventuali casi sospetti. La riunione operativa di questa mattina, che si è tenuta in Alisa, ha definito un piano di prevenzione preciso, che prevede sia le procedure sia il piano di azione, da adottare su base regionale, in caso di necessità».
Filippo Ansaldi, direttore della Prevenzione e programmazione di Alisa, sottolinea: «La Liguria ha tutte le professionalità e un’organizzazione di sistema per garantire una risposta pronta ed efficiente, come ha dimostrato in precedenti occasioni».

«Il quadro clinico, secondo i primi dati disponibili, sembra essere comunque non così aggressivo rispetto a quanto osservato in occasione della Sars del 2003 – aggiunge Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova».

Sul portale del Ministero della Salute, nella sezione “eventi epidemici all’estero”, è disponibile il materiale informativo per i viaggiatori internazionali.