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Cori choc su ponte Morandi, appello unanime da Tursi: “Daspo ai tifosi e scuse dal Milan”

La società rossonera ancora in silenzio, il consiglio comunale: "Prenda pubblicamente le distanze da questi personaggi"

Genova. Il consiglio comunale di Genova chiede all’unanimità il Daspo per i tifosi del Milan che il 6 gennaio avrebbero cantato cori ingiuriosi sulla tragedia di ponte Morandi durante il match con la Sampdoria, ma anche le scuse ufficiali della società rossonera, che al momento mantiene il silenzio più assoluto sulla vicenda. Lo prevede un ordine del giorno votato in sala rossa a Tursi che impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi con la Lega Calcio e col club calcistico.

È solo l’ultimo atto di una polemica scatenata sui quotidiani locali dalle testimonianze di alcuni tifosi che avrebbero sentito da un settore dello stadio Meazza “Si sente puzza di pesce, avete il ponte crollato, b***ardo blucerchiato”, variante di un coro piuttosto noto che però non contiene riferimenti offensivi al disastro del 14 agosto. Dopo l’indignazione di molti genovesi sui social sono intervenuti il governatore Toti, il sindaco Bucci ed Egle Possetti, portavoce del comitato delle vittime del ponte Morandi.

“Quando si offende la memoria di 43 vittime innocenti non sono neppure ammesse, sui social, giustificazioni posticce né tanto meno sono accettabili commenti pilateschi o acrobatici distinguo di minimizzazione – si legge nel testo dell’ordine del giorno -. In nessuna manifestazione devono essere tollerati simili comportamenti che non rappresentano né tifo né sportività ma solo una forma di esecrabile inciviltà e stupidità”.

Alla Lega Calcio, che non ha fatto menzione dell’episodio nel proprio bollettino settimanale, e alle autorità competenti si chiede di “intervenire in maniera forte e determinata sugli autori di tale comportamento, adottando a individuazione avvenuta il Daspo”. Nel mirino anche il Milan perché “prenda pubblicamente le distanze da certi personaggi che screditano la storia della società e del calcio italiano”. Al momento la procura federale non ha ancora acquisito elementi utili né materiale audio-video che possa dimostrare l’effettiva esistenza di quel coro.