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Clima impazzito e parassiti dalla Cina, l’agricoltura genovese rischia un altro disastro

L'inverno non arriva e le piante sono già fiorite, ma le conseguenze potrebbero essere devastanti: l'analisi di Coldiretti

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Genova. L’ultimo flagello si chiama cimice asiatica. Un insetto arrivato direttamente dalla Cina, probabilmente a bordo di una nave, che l’ultimo anno ha distrutto meli, peri e ortaggi in gran quantità. Purtroppo non è l’unico grattacapo per gli agricoltori liguri e in particolare quelli delle riviere e delle vallate genovesi che scontano già le conseguenze di un 2019 disastroso sotto molti punti di vista.

“È stato un anno molto complicato – conferma Valerio Sala, presidente di Coldiretti Genova – iniziato male per colpa di un improvviso ritorno del freddo a maggio che ha danneggiato fortemente le viti e pressoché azzerato la produzione di olive nel levante. Poi è arrivato il maltempo in autunno che ha causato decine di frane e smottamenti e danneggiato numerose coltivazioni. Per ora il bilancio è molto negativo, adesso incrociamo le dita”.

Sì, perché le premesse sono tutt’altro che buone. Temperature primaverili, neve che si è vista solo sporadicamente in entroterra a dicembre e piante che hanno iniziato a germogliare già da qualche settimana, con due o tre mesi d’anticipo. Un clima da favola per chi ha la fortuna di godersi scampagnate e giornate in spiaggia fuori stagione, ma un’avvisaglia da brivido per le aziende agricole. “L’inverno è ancora lungo e le conseguenze di una gelata dopo questa situazione sarebbero devastanti”, ricorda Sala. Alberi da frutto e ortaggi sono le specie che patiscono di più. Inutile dire che l’inevitabile conseguenza sarà un’impennata del prezzo al dettaglio sui banchi del mercato.

“La situazione è molto difficile anche a causa del cambiamento climatico. La produzione di miele nel 2019 è entrata in crisi perché le api non hanno più trovato fiori e sono rimaste confuse dai continui sbalzi termici”, testimonia Paolo Corsiglia, delegato all’agricoltura per la Camera di commercio di Genova. Al momento possono stare tranquilli solo i vivaisti come lui, coloro cioè che coltivano piante in serra: a parte le spese superiori per il riscaldamento in caso di freddo record (che al momento non è previsto neppure all’orizzonte), le perdite economiche sono limitate.

A complicare la situazione sono insetti e parassiti. “Negli ultimi mesi – racconta Sala di Coldiretti – abbiamo assistito a un ritorno della mosca degli ulivi. Era da anni che non attaccava con questa violenza. Ci sono poi alcune specie, come il sigaraio della vite, che probabilmente si fortificano con l’arrivo improvviso del freddo anziché morire. Io stesso l’ho notato l’anno scorso”. Agli irriducibili che ancora vivono coi prodotti della terra resta che guardare il cielo, sperando che almeno per qualche mese non faccia più le bizze.