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Caccia, 75% di cacciatori in meno in 40 anni. In Liguria si spara fino al 10 febbraio

Continua la decrescita del settore

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Genova. Si chiude la stagione di caccia per quanto riguarda la Liguria, e il primo bilancio è la conferma del trend di decrescita del numero di carabine attive sul territorio.

A ricordarlo l’Enpa, l’ente nazionale protezione animali: questa sarebbe “l’unica buona notizia”, per una stagione che è terminata in tutto il paese tranne che in Liguria, dove la proroga di 10 giorni permetterà ancora di sparare a colombacci, cornacchie grigie e nere, gazze e ghiandaie.

In attesa, quindi, di avere un bilancio definitivo dei capi ufficialmente abbattuti, l’unico dato è il contenimento, secondo l’ente, del numero di carabine attive, che si sarebbe ridotto a circa un quarto rispetto alle quantità degli anni 70, anni d’oro per la caccia.

Tra tutte le forme venatorie, l’associazione sottolinea la pericolosità e l’alto impatto ambientale della caccia al cinghiale, causa – secondo gli animalisti – dei principiali incidenti che coinvolgono anche le persone e che quest’anno ha causato diverse vittime, ed anche per questo ritiene necessario l’innalzamento dei massimali delle polizze assicurative, che tra l’altro alimentano una parte del fondo destinato alle vittime della caccia.

Enpa punta anche il dito sulla “facilità” con la quale è possibile ottenere oggi il rinnovo della licenza di caccia, “che avviene ogni 5 anni dietro presentazione di un certificato medico”; e chiede, attraverso i suoi organi nazionali, al ministero dell’Interno che sia introdotta una norma che preveda, dopo il raggiungimento di una certa età, l’obbligo di un controllo psicofisico annuale: è impensabile che possano girare armati ultrasettantenni che possono rappresentare un pericolo per loro stessi e per gli altri.