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Autostrade, in Liguria 50 gallerie fuori norma e quasi tutte in provincia di Genova fotogallery

La direttiva Ue obbligava a realizzare i lavori entro aprile 2014, De Micheli: "Non ci sono rischi per la sicurezza"

Genova. Sono 50 le gallerie gestite da Aspi in Liguria non conformi alla direttiva europea 54 del 2004. Di queste, 42 sono presenti nella provincia di Genova (dove insistono la A7, la A10, la A12 e la A26). E, ancora, una decina di quelle non conformi sono in Piemonte, in Friuli, meno di dieci in Toscana e Campania.

E’ quanto emerge dalle carte acquisite nei giorni scorsi dalla guardia di finanza di Genova nell’ambito dell’inchiesta sul crollo di due tonnellate e mezzo di materiale dalla volta della galleria Bertè in A26, il 30 dicembre. Nei giorni scorsi le fiamme gialle hanno acquisito presso la sede di Spea la documentazione relativa ai controlli e ai risultati e alle valutazioni fatte sul tunnel.

Secondo la ministra dei trasporti, Paola De Micheli, “non c’è un rischio ma una attività di adeguamento ad alcune norme obbligatorie, è una attività comunque in ritardo ma che garantisce la sicurezza dentro le gallerie”. Aspi fa sapere inoltre che solo per sei strutture sono in corso le gare di aggiudicazione dei lavori della seconda fase di adeguamento alle norme Ue, mentre nelle restanti 44 gallerie i lavori sono già in corso.

“La procura non è un organo di prevenzione. Noi interveniamo quando c’è un fatto, quando c’è un reato. La prevenzione spetta al ministero. Vedremo cosa emergerà dalle carte, ma noi al momento ci occupiamo solo di quanto successo dentro la galleria Bertè”, ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi.

“Bisognerà capire se sono stati fatti i controlli in quella galleria, quando sono stati fatti, che risultati hanno dato, se erano adeguati. E poi si vedrà se fare una consulenza con la quale valutare se c’è stato un errore grossolano, se ci sono state anche in questo caso valutazioni fasulle o altro ancora”.

La direttiva afferma che i lavori di adeguamento devono “essere realizzati secondo un calendario e completati entro il 30 aprile 2014”. Ma secondo Aspi gli interventi previsti dalla normativa Ue non riguardano la sicurezza strutturale dei tunnel. L’adeguamento degli impianti nelle gallerie gestite da Aspi e citate dal rapporto del Consiglio dei lavori pubblici “è in corso nel 90% dei casi (in alcuni già concluso), mentre per il restante 10% sono in corso le gare d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori”, ha precisato la società in una nota, sottolineando che ad aprile 2019 aveva già comunicato al Mit l’elenco delle misure compensative adottate per adeguamento agli impianti delle gallerie appartenenti ai corridoi transeuropei.