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Autostrade fa fuori Spea, a Genova 50 lavoratori a rischio: “Hanno trovato il capro espiatorio”

La Fillea Cgil: "La colpa dei mancati controlli su viadotti e gallerie non è dei dipendenti"

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Genova. “Il posto di lavoro dei 750 dipendenti di Spea engineering, 50 dei quali nella provincia di Genova, viene messo in seria discussione. Stiamo parlando di lavoratrici e lavoratori ultra professionalizzati, tecnici ed ingegneri impegnati nella progettazione e vigilanza autostradale”. A lanciare l’allarme è Federico Pezzoli, segretario regionale della Fillea Cgil, dopo lo sciopero delle maestranze sotto la sede di Aspi.

La situazione della controllata di Atlantia, già ampiamente coinvolta nell’inchiesta sul crollo di Ponte Morandi, è precipitata dopo la decisione dei nuovi manager di Autostrade di revocarle l’affidamento dei servizi di controllo, progettazione e direzione dei lavori.

“La sensazione è che Aspi abbia individuato in Spea il capro espiatorio – accusa Pezzoli -. La nostra posizione è quella di totale fiducia nella magistratura anche perché siamo fermamente convinti che si farà luce e verranno evidenziati i distinguo tra il management ed i dipendenti che non hanno fatto altro che applicare le procedure a loro consegnate”.

Secondo i sindacati i mancati controlli non sono colpa dei dipendenti ma di “una falla all’interno del sistema delle procedure relative alla attività di monitoraggio di viadotti e gallerie, procedure che fino al 2019 sono state eseguite da Spea Engineering con regolarità, precisione, e conformemente alle richieste della concessionaria”. Procedure che “sono state imposte da Autostrade a Spea sulla base del rapporto di vincolo che le ha da sempre legate all’interno del gruppo Atlantia”, prosegue il sindacalista della Cgil.

“I lavoratori – conclude la nota – chiedono con forza di poter continuare a prestare il loro servizio, che è altamente qualificato e mette a disposizione un bagaglio di conoscenza estremamente vasto, sia nel campo della direzione lavori che della progettazione nonché del monitoraggio, di cui custodiscono, nonostante le critiche che piovono su di loro, tutto il know-how”